Storie Web venerdì, Settembre 18

L’Italia è davvero in difficoltà sul fornte dell’adozione dell’intelligenza artificiale? «Sarei prudente nel descrivere l’Italia semplicemente come “in ritardo” sull’AI. Il Paese ha un forte potenziale e imprese, istituzioni e sviluppatori stanno già esplorando tecnologie di frontiera e utilizzandole per ripensare processi e modalità di lavoro». Ha risposto così al Sole 24 Ore Mattia Gamberoni, il nuovo Country Manager di Anthropic per l’Italia annunciato pochi giorni fa. «La sfida – prosegue il manager che guiderà il team di Anthropic in Italia – è trasformare questo interesse in un’adozione più ampia e ben governata, in particolare in un mercato in cui le organizzazioni differiscono significativamente per dimensione, maturità digitale e requisiti normativi».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Nel maggio 2026, Anthropic ha infatti annunciato l’apertura di un ufficio a Milano, il sesto in Europa dopo Londra, Dublino, Parigi, Zurigo e Monaco. Alcune delle più grandi aziende italiane – tra cui Generali, Intesa Sanpaolo, Poste Italiane e Unipol – stanno ad esempio estendendo l’utilizzo di Claude Code alle rispettive community di sviluppatori, nell’ambito di un percorso volto a integrare in modo responsabile l’AI nelle attività quotidiane di software engineering.

«Il nostro approccio – rispondendo alla domanda su come si organizzerà Anthropic in Italia – sia per le grandi imprese sia per le PMI, segue gli stessi principi. Partiamo dalle esigenze dei clienti, non da un singolo settore o da una specifica dimensione aziendale. Collaboriamo con organizzazioni attive nei servizi finanziari, nel manifatturiero, nelle life sciences, nell’energia, nell’automotive e nella tecnologia, lavorando sia con grandi imprese sia con il più ampio ecosistema imprenditoriale. In Italia lavoriamo inoltre attraverso il Claude Partner Network, che riunisce system integrator e società di consulenza locali e globali. Questi partner formano e certificano i propri team su Claude, quindi progettano, implementano e gestiscono soluzioni basate su Claude per grandi imprese e PMI italiane, lavorando al fianco del nostro team».

Gamberoni ha guidato il business di Stripe nell’Europa meridionale e ha contribuito all’avvio e alla crescita di Amazon Web Services nella penisola iberica. Il suo percorso professionale comprende inoltre esperienze in Salesforce, dove ha contribuito all’avvio delle attività in Italia, e in Cisco. Sugli allarmi lanciati dai Big dell’Ai tra cui Dario Amodei la sua posizione è in linea con quella della Anthropic e OpenAI: «Poiché l’AI è diventata esponenzialmente più potente in un arco di tempo molto breve, si sono verificati di recente episodi allarmanti e sono emerse evidenze crescenti del fatto che l’AI si trovi su una traiettoria verso il miglioramento ricorsivo autonomo (recursive self-improvement, RSI), ovvero una condizione in cui i modelli di AI sarebbero pienamente in grado di sviluppare sé stessi. Anthropic ha condiviso pubblicamente quanto rileviamo in relazione a questi episodi e alle evidenze verso l’RSI, ma serve fare di più.

Concordo con Dario sul fatto che, pur non essendo semplice, rallentare per uno o due anni darebbe al mondo il tempo di affrontare correttamente questa sfida. Questo significa rendere i modelli più sicuri, assicurarsi che gli esseri umani rimangano in controllo e adottare misure per garantire che tutti possano beneficiare dei vantaggi dell’AI».

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