Un robot umanoide. L’ospite a sorpresa del taglio del nastro di Remtech Expo racconta come siano cambiati in vent’anni questa rassegna e il settore di cui è vetrina, cioè quello del risanamento ambientale, della rigenerazione e dello sviluppo sostenibile dei territori. Remtech è pronta ad accogliere a Ferrara migliaia di visitatori nei 300 stand degli espositori internazionali e con un programma di 200 eventi.
“Abbiamo 50 delegazioni da ogni parte del mondo e in particolare dal continente africano. Tre sessioni, incluso un bilaterale tra Italia e Centro America e la maratona mondiale della sostenibilità. Sono momenti di confronto estremamente solidi, importanti e che guardano al futuro”, dice Silvia Paparella, General Manager di Remtech Expo.
Le aziende presenti puntano molto su innovazione e tecnologia. Ma in un territorio fragile come il nostro rimane fondamentale la prevenzione. “Occorre veramente un cambio di passo a livello culturale, decisivo e definitivo, per far sì che passi il messaggio che noi tecnici, geologi inclusi e in prima linea, non ci stanchiamo mai di ripetere: prevenire costa molto meno – un decimo, un quindicesimo – rispetto a un intervento post-emergenziale”, spiega Roberto Troncarelli, presidente dell’Ordine nazionale dei geologi.
Tra le situazioni ambientali più critiche in Italia c’è senza dubbio l’ILVA. Ma una crisi può trasformarsi in opportunità. “Mi riferisco ad esempio alla bonifica utilizzando il fito-risanamento che offre la possibilità di ottenere materie prime, quindi nuove filiere anche produttive e anche bioenergie”, conclude Vito Felice Uricchio, Commissario straordinario per gli interventi urgenti di bonifica di Taranto.
Il servizio di Ivan Epicoco.
