Con la situazione nello stretto di Hormuz che resta incerta, il prezzo del petrolio riprende leggermente a salire, il Brent è scambiato a 82,70 dollari al barile (+0,30%).
In lieve calo il gas ad Amsterdam, a quota a 55,0 euro al megawattora (-1,3%).
I mercati fanno i conti con un dato negativo sul lavo negli Stati Uniti, dove a luglio i posti di lavoro non agricoli sono scesi di 23.000 unità mentre la media delle previsioni era di +83mila. Wall Street ha reagito positivamente, perché se il lavoro frena difficilmente la Fed potrà alzare i tassi nella seduta di settembre. Secondo il FedWatch Tool di Cme Group le probabilità di una pausa a settembre sono passate dal 45 al 55%.
L’indice S&P 500 sale dello 0,13%, il Nasdaq dell0 0,42%.
Anche Piazza Affari, dopo il record di ieri, resta leggermente positiva, +0,08% oggi e +3% nella settimana.
Ieri diffusi conti sopra le attese da parte di Mediobanca (oggi -0,14%) e Generali (-0,13%). Questa mattina è stata la volta di Unipol (-0,10%), che ha realizzato un utile in crescita del 42%, e di Mps (+0,47%), che nel primo semestre ha superato l’asticella di un miliardo di utili (+25%). L’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, dopo la chiusura di Banco Bpm alla fusione ha citato l’Odissea e ha detto: ci sono rotte che si chiudono e altre che si aprono.





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