Il progetto di difesa non può che essere europeo». A sostenerlo è Francesco Macrì, presidente di Leonardo, intervenuto a Napoli ai City Talks di Spin Factor.
«Bisogna investire in difesa», sostiene il presidente di Leonardo. E spiega che della difesa esistono due profili, quello militare e quello civile che è prevalente». «Viviamo in una situazione di guerra latente – aggiunge –Si pensi che l’Italia subisce oltre 500 attacchi cyber l’anno e il mondo 5mila». Ma è necessario che si lavori per una difesa comune. «Anche la grande azienda Leonardo – dice Macrì –da sola non può farcela». Nei Paesi Nato dell’Europa – aggiunge –esistono molteplici piattaforme e anche sistemi difensivi che rispetto ad altri Paesi o continenti sono sovrabbondanti. C’è troppa parcellizzazione. «Vanno create economie di scala – aggiunge il presidente di Leonardo – e già oggi operiamo in tal senso perché Leonardo insieme a Rheinmetall si cimenta sull’ambito terrestre, con Thales e Airbus siamo pronti a sfidare lo spazio e con altri partner come il Regno Unito e il Giappone stiamo lavorando al Gcap, che è il caccia di sesta generazione».
Per Macrì, «oggi i confini sono sempre più sfumati tra settore militare e settore civile, tra ambito digitale e ambito fisico. L’Italia deve porsi un tema di autonomia strategica e tecnologica insieme all’Europa». Il presidente di Leonardo parla di “rinascimento industriale” che fa leva sull’innovazione per crescere in diversi settori: sicurezza, spazio, intelligenza artificiale, robotica. «La Space economy nel 2035 produrrà valore per 1.800 miliardi di dollari», dice. Parla anche di Ai. «Una rivoluzione pari a quella del motore a scoppio, l’energia elettrica e internet – dice – dobbiamo cavalcare l’intelligenza artificiale, poichè altrimenti rischiamo di diventare sudditi tecnologici».
Oggi Leonardo, dopo il declino dell’automotive, rappresenta la prima realtà manifatturiera italiana e gode di un’economia “distrettuale”. «L’Italia ha un vantaggio competitivo enorme rispetto al mondo _ aggiunge Macrì – quello considerato un aspetto patologico, cioè la nostra economia parcellizzata, distrettuale, territoriale, in realtà è un grande valore. Ci sono infatti competenze manifatturiere elevatissime». Leonardo in Italia è presente in 15 regioni e conta 4.500 fornitori di cui l’84% sono Pmi.
City Talks è il format ideato e realizzato da Spin Factor, che nella due giorni a Napoli ha accolto numerosi interventi, tra cui Vinicio Vigilante (Gse), Gaetano Manfredi (sindaco di Napoli), Piero De Luca (Pd), Marco Mezzaroma (Sport e Salute), Antonio Savarese (Acen). In mattinata è intervenuto Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica: «Daremo attuazione alla legge delega sul nucleare – ha detto – in questo momento stiamo definendo i decreti attuativi che daranno le procedure di permitting». Ed ha annunciato, dopo l’accordo politico con la commissione Ue, un nuovo decreto bollette.
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