Eni ha confermato che manterrà il price cap sulle vendite di benzina e diesel fino alla fine del 2026. L’annuncio è arrivato il 23 ottobre dall’amministratore delegato Claudio Descalzi, dopo un colloquio con alcuni quotidiani e confermato da un portavoce della società. Il tetto, attualmente fissato a 2,25 euro al litro per il gasolio e a 1,99 euro per la benzina, sarà monitorato nel tempo in base alle dinamiche di mercato, di prezzo e alle forniture effettivamente disponibili rispetto alla struttura logistica del gruppo.
La misura era stata introdotta a fine settembre sulla rete Enilive, inizialmente per 30 giorni con possibilità di proroga. Già allora Eni aveva motivato la scelta con la contrazione dell’offerta di prodotti raffinati legata alle crisi geopolitiche e alla ridotta capacità di raffinazione europea.
Durante la call con gli analisti sui risultati del terzo trimestre 2026, Francesco Gattei, Chief Transition & Financial Officer di Eni, ha spiegato le ragioni e quantificato gli effetti. «Per noi fare impresa significa gestire una strategia volta a perseguire un valore sostenibile e a lungo termine. Crediamo che le aziende abbiano una responsabilità sociale, non possiamo vivere in una sorta di bolla al di fuori del mondo reale. Quindi vogliamo e dobbiamo essere realistici e pensare che sostenere i clienti sia una priorità per un’azienda che si occupa di un bisogno fondamentale com’è l’energia. Per questo abbiamo deciso di introdurre un tetto massimo alle nostre vendite di benzina e diesel».
Gattei ha precisato che si tratta di un limite che verrà rivalutato periodicamente. «In termini di stime, riteniamo che, nelle attuali condizioni di mercato e ipotizzando il livello osservato finora, l’impatto in un trimestre si attesterà nell’ordine di alcune centinaia di milioni. Questa è, quindi, la logica alla base della nostra decisione e l’entità dell’impatto».
La conferma di Descalzi arriva in una giornata in cui Eni ha pubblicato risultati solidi del terzo trimestre, con utile netto adjusted in forte crescita e annuncio di un dividendo straordinario e di un incremento del buyback. Il price cap, introdotto in un contesto di caro carburanti e dopo interventi governativi sulle accise, rappresenta per il gruppo un contributo di solidarietà verso famiglie e imprese, pur avendo un costo economico significativo e periodicamente rivalutabile.












