Il nuovo calendario del concordato preventivo biennale arrivato con l’approvazione al Senato del decreto fiscale fa alzare il pressing per la proroga dal 30 giugno al 20 luglio dei versamenti delle imposte dovute con la dichiarazione dei redditi per l’anno d’imposta 2025. Le cinque associazioni di categoria di artigiani, autonomi, commercianti ed esercenti mettono nero su bianco in una lettera al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e al viceministro Maurizio Leo la richiesta di spostare la scadenza di pagamento per le attività produttive interessate dalle pagelle fiscali (i cosiddetti Isa) e collegati (come ad esempio le partite Iva in regime di flat tax).
La pubblicazione del software di calcolo
La lettera di Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti parte dallo slittamento dei termini per la pubblicazione del software «Il tuo Isa 2026 Cpb», che è stato diffuso nella giornata di mercoledì 13 maggio. Una tempistica dettata anche dall’attesa per le modifiche da apportare nel decreto fiscale. Non a caso proprio la conversione del provvedimento ha spostato al 15 maggio (rispetto alla data originaria del 15 aprile) il termine per la pubblicazione del software e al 31 ottobre (rispetto al 30 settembre) la scadenza per optare per il patto con il Fisco nel biennio 2026-2028.
Meno tempo per il calcolo delle imposte dovute
Questo jet lag nella pubblicazione ha, ad avviso delle associazioni di categoria, ridotto il tempo a disposizione delle imprese e dei professionisti che li assistono per effettuare i calcoli delle imposte dovute. A questo va poi aggiunta la necessità di attendere gli ulteriori sviluppi del software per tener conto delle altre modifiche della conversione del decreto fiscale che ha visto l’introduzione di due nuove soglie agli incrementi di reddito: 30% per chi ha un voto nelle pagelle fiscali da 6 a 8, 35% per chi ha un voto da 1 a 6.
La richiesta di rinviare al 20 luglio
Un quadro che, secondo quanto indicato dalle associazioni di categoria al ministro e al viceministro dell’Economia, richiede di spostare in avanti la scadenza attualmente fissata al 30 giugno. In pratica, la richiesta è di spostare la scadenza al 20 luglio senza maggiorazioni e poi dal 21 luglio al 19 agosto (poi però il termine slitterebbe al 20 agosto con la fine della “tregua” agostana dei versamenti) con la maggiorazione dello 0,40 per cento.
«L’intervento garantirebbe tempi congrui per gli adempimenti fiscali relativi alla campagna dichiarativa 2026» si legge nella nota delle associaizoni.
