Oltre un mese di aumenti e iniziano a mobilitarsi gli autotrasportatori italiani. Quelli iscritti a Trasportounito annunciano il fermo delle merci dal 20 al 25 aprile. Colpa del blocco dello stretto di Hormuz: fino a fine febbraio vi passava un quinto del petrolio consumato al mondo e OLTRE un quinto del gas liquido. L’auspicio è che siano approvate misure con estrema urgenza, quelle già pensate sono insufficienti. PIù cauto per ora è il coordinamento di tutte le sigle Unatras. Che ha però indetto assemblee in 100 piazze itlaiane. D’altronde il diesel, con cui viaggia gran parte dei tir, è tornato in media sopra i 2 euro a litro, rileva il ministero delle imprese. Dopo che il governo ha introdotto lo sconto sulle accise da 25 centesimi fino al 6 aprile. Ma il caro energia non si fa sentire solo in Italia. Le economie occidentali, riunite nel G7, si dicono “pronte a misure d’emergenza”. Tuttavia non ci sono decisioni comuni nella riunione in cui gli Stati uniti hanno ruolo dominante. “Azioni politiche rapide”, chiede il ministro Giorgetti per misure “mirate, temporanee e condivise”. Intanto il caro energia grava anche sulle famiglie vulnerabili: le tariffe dell’elettricità, annuncia Arera, saliranno dell’8,1% nel 2o trimestre. Difficile dire se sarà l’ultimo aumento.
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