Zakharova respinge l’accusa di interferenze e la rovescia sull’Occidente. «Non si può parlare in alcun modo – ha sostenuto – di ingerenza della Russia nei processi elettorali all’estero. Non è nel nostro stile, a differenza delle élite politiche occidentali che, senza farsi scrupoli, in modo sfacciato, e oltretutto davanti agli occhi di tutto il mondo, si intromettono nelle campagne elettorali, arrivano a rapire i presidenti dei Paesi, esercitano pressioni sulla classe politica degli Stati che gli interessano, e, lo ripeto ancora, si sentono assolutamente libere di agire».
Poi aggiunge: «Nulla le frena dal modellare i processi politici nei Paesi sovrani». Una critica indiretta, neppure troppo velata, agli Stati Uniti.
No Name, gli attacchi DDoS e l’inchiesta della Procura di Roma
Il nome del collettivo non è nuovo ai reparti della sicurezza cyber italiana. No Name è protagonista di attacchi DDoS: un invio massiccio di dati che manda in stallo i siti web. Non operazioni di spionaggio informatico, dunque, ma azioni dimostrative. Che negli ultimi anni hanno comunque creato problemi alle amministrazioni pubbliche centrali e locali e ai settori dei trasporti, della finanza, dell’energia e delle telecomunicazioni.
Sul nuovo attacco alla Farnesina si muove intanto la Procura di Roma. L’ipotesi di reato è accesso abusivo a sistema informatico; i magistrati attendono il deposito di un’informativa.
Operazione Eastwood: l’indagine su No Name in 14 Paesi europei
Il collettivo filorusso è già stato al centro di un’indagine approfondita della Polizia Postale, diretta da Ivano Gabrielli, attraverso il Cnaipic, il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche, al comando di Cristiano Leggeri.
