Storie Web mercoledì, Giugno 24

L’estate porta molti di noi in riva al mare con la speranza di un po’ di relax e spesso con la convinzione che il sole, il sale e l’acqua del mare facciano bene “alle ossa”. C’è del vero in questa credenza, ma la realtà, come sempre, è ben più articolata di quanto si pensi. Se esposizione solare moderata, movimento e una dieta equilibrata sono alleati concreti della salute ossea, nessuno di questi elementi da solo è sufficiente a proteggere le ossa nel tempo. Scopriamo allora insieme cosa dice la scienza.

E’ vero che il sole aiuta le ossa?

Sì, ma con alcune precisazioni importanti. Quando la pelle è esposta ai raggi ultravioletti B del sole, produce vitamina D, una sostanza essenziale per assorbire il calcio nell’intestino e fissarlo nelle ossa. La vitamina D è, di fatto, la principale via attraverso cui il nostro corpo ottiene questo nutriente: la dieta da sola copre solo una piccola parte del fabbisogno. L’International Osteoporosis Foundation raccomanda un’esposizione quotidiana di mani, viso e braccia per circa 10-15 minuti, sufficiente per la maggior parte delle persone nelle ore di luce non centrali. Tuttavia, molti fattori influenzano la quantità di vitamina D prodotta: l’orario, la stagione, la latitudine, l’età, la superficie di pelle esposta, il tipo di pelle. Le persone anziane, per esempio, producono meno vitamina D rispetto ai giovani a parità di esposizione.

Va sottolineato che l’integrazione di vitamina D da sola non basta a prevenire le fratture. Una revisione sistematica della Cochrane Library che ha analizzato 53 studi clinici su circa 92.000 persone ha concluso che è la combinazione di vitamina D e calcio, non la vitamina D da sola, a ridurre modestamente il rischio di frattura dell’anca e di altri tipi di fratture negli anziani. I dati sull’integrazione di vitamina D in assenza di calcio adeguato sono invece molto meno convincenti. Un tema su cui vale la pena fare chiarezza: ne abbiamo parlato anche nella scheda “La vitamina D aiuta a prevenire le fratture”, in cui spieghiamo perché l’integrazione isolata di vitamina D ha prove di efficacia molto più deboli di quanto si pensi comunemente e perché stile di vita e alimentazione varia restano la strategia più solida.

E l’acqua di mare? Ha qualche effetto diretto sulle ossa?

Non esistono prove scientifiche robuste che il bagno in acqua di mare abbia un effetto diretto sulla densità ossea o sulla prevenzione dell’osteoporosi. La talassoterapia – cioè l’uso terapeutico dell’ambiente marino – è stata studiata principalmente per le sue possibili applicazioni su alcune malattie della pelle come la psoriasi e per disturbi reumatici come la fibromialgia. Una revisione narrativa del 2025 pubblicata sull’International Journal of Biometeorology ha analizzato 14 studi sull’argomento e ha concluso che le evidenze restano limitate e che sono necessarie ricerche di qualità superiore, soprattutto per valutare gli effetti sull’apparato muscolo-scheletrico.

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