Storie Web martedì, Luglio 28

Un gruppo di 600 ex alti funzionari della sicurezza israeliana ha rivolto un appello diretto al presidente americano Donald Trump affinché sfrutti il suo incontro con il premier Benjamin Netanyahu per chiedere un intervento deciso contro la crescente violenza dei coloni israeliani in Cisgiordania occupata. Secondo i firmatari, l’escalation rischia di trasformarsi in una crisi regionale con conseguenze non solo per la sicurezza di Israele, ma anche per gli interessi strategici degli Stati Uniti in Medio Oriente.

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La lettera è stata promossa da Commanders for Israel’s Security, organizzazione che riunisce ex ufficiali delle Forze di difesa israeliane (Idf), dello Shin Bet, del Mossad, della polizia e del corpo diplomatico. Il documento, firmato dall’ex vice capo di Stato maggiore Matan Vilnai, è stato inviato alla Casa Bianca alla vigilia dell’incontro tra Trump e Netanyahu.

«Se l’escalation di violenza in Cisgiordania non verrà fermata rapidamente e con decisione, potrebbe innescare una crisi regionale con gravi conseguenze per la sicurezza di Israele e per gli interessi degli Stati Uniti nella regione», si legge nella lettera. Per questo gli ex responsabili della sicurezza invitano il presidente americano a trasmettere al premier israeliano «un messaggio forte e chiaro» durante il colloquio.

Nel documento gli ex funzionari sostengono che le forze di sicurezza israeliane sono già impegnate nel contrasto ad Hamas e agli altri gruppi armati palestinesi presenti in Cisgiordania, ma denunciano di operare con «forti limitazioni» quando si tratta di affrontare quella che definiscono «violenza terroristica dei coloni ebrei».

L’accusa si estende anche all’attuale esecutivo israeliano. «Non è un segreto che membri del nostro governo siano responsabili di gran parte di questo caos, anche concedendo ai coloni un sostanziale senso di impunità davanti alla legge», scrivono i firmatari.

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