Storie Web mercoledì, Settembre 16

Oggi a Palazzo Chigi tavolo governo-sindacati sull’ex Ilva, con l’esecutivo che studia un decreto per garantire la sicurezza dell’indotto. 

Il Governo ha presentato questa mattina ai sindacati, nell’incontro in programma a Palazzo Chigi, il pacchetto di misure per affrontare il problema ex Ilva dopo che la Corte d’Appello di Milano l’11 settembre ha confermato la fermata dell’area a caldo, che avverrà entro fine ottobre, ed ha rigettato le richieste di sospensiva avanzate da Ilva e da Acciaierie d’Italia. 

Il pacchetto sarà trasferito in un decreto legge che presumibilmente dovrebbe approvare oggi stesso, nella seduta delle 16.30, il Consiglio dei ministri. 

Nuova cassa integrazione per i dipendenti diretti di Acciaierie, cassa in deroga per quelli dell’indotto e delle imprese appaltatrici al fine di fermare i licenziamenti collettivi che alcune associazioni di imprese – Aigi per 2.500 persone – hanno già comunicato ma non ancora attivato, misure di accompagnamento all’esodo dei lavoratori e misure per i nuovi investimenti nell’area di Taranto, rientrerebbero nel pacchetto che ha visto il concerto, con la regia di Palazzo Chigi, di vari ministeri: Lavoro, Imprese, Coesione, Economia e Ambiente. 

Per la cassa ai dipendenti diretti di Acciaierie, si ipotizza la copertura, nell’intero gruppo, per altri 5.000. Oggi la cassa straordinaria in AdI è autorizzata per 4.500 unità bel gruppo di cui 3.800 a Taranto. Sono numeri massimi consentiti, ma l’utilizzazione reale della cassa è ancora sotto questi numeri. A Taranto, per esempio, sarebbero 3.000 circa. E resta in corso e va avanti la gara per la cessione degli asset dell’ex Ilva a un nuovo investitore.

 

Mantovano: “La strategia del governo”

Impegno per un futuro green dell’acciaio, con forni elettrici alimentati a Dri, prosecuzione della gara per la vendita degli impianti, tutela dei lavoratori, sia delle acciaierie sia dell’indotto attraverso un modello di cassa integrazione che non corrisponda alla Cig per cessazione delle attività e l’avvio dei progetti di reindustrializzazione dell’area di Taranto. 

Sono questi i punti della strategia del governo per l’ex Ilva che, secondo quanto si apprende, sono stati illustrati dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ai sindacati durante la riunione a Palazzo Chigi.

L’impegno del governo per modello di cig diverso da quella per cessazione

Mantovano ha inoltre annunciato che il governo intende portare oggi in Cdm un decreto con misure a sostegno dei lavoratori

“Dopo la conferma del decreto della Corte d’Appello di Milano che dispone la chiusura dell’area cosiddetta a caldo degli impianti di Taranto – ha spiegato Mantovano ai sindacati, secondo quanto si apprende – il governo sta predisponendo un provvedimento per le opportune tutele sociali, in un Dl che andrà al Consiglio dei ministri di oggi, attraverso un nuovo modello di cassa integrazione che non corrisponda alla Cig per cessazione dell’attività. In sostanza, si utilizza l’ammortizzatore unico emergenziale e non quello per cessazione dell’impresa”.
“Si tratta – ha aggiunto Mantovano – di un provvedimento-ponte rispetto alla conclusione della gara, che abbia una sua flessibilità in relazione all’andamento della gara. Da questo intervento normativo d’urgenza del governo non saranno lasciati fuori i lavoratori dell’indotto, in parallelo con l’avvio immediato di un processo di reindustrializzazione che coinvolga tutti i soggetti che hanno progetti e investimenti nell’area di Taranto, compresa la difesa. A tal fine, sarà rafforzato il ruolo dei Contratti istituzionali di sviluppo (Cis) e saranno previsti incentivi per le assunzioni”. 

 

Sì al decreto accise-Ilva: finanziamento fino a 100,5 milioni di euro per l’anno 2026

Intanto il decreto accise-Ilva è passato alla Camera, con 162 voti a favore, 108 contrari e 5 astenuti, approvato in prima lettura. 

Il provvedimento, che passa al Senato, oltre a disporre la riduzione per un periodo temporaneo, dal 30 luglio fino al 6 agosto 2026, delle aliquote di accisa applicate al gasolio e al biodiesel impiegati come carburanti, autorizza un ulteriore finanziamento fino a 100,5 milioni di euro per l’anno 2026 in favore di Acciaierie d’Italia s.p.a. (Adi) in amministrazione straordinaria, da trasferire direttamente dal Ministero delle imprese e del made in Italy, su richiesta dell’organo commissariale e in una soluzione, nelle more della procedura di vendita in corso. 

Sull’energia “gli interventi spot non bastano”, ha puntato il dito il Pd con Virginio Merola, sull’Ilva “continua a mancare una prospettiva industriale”. FdI, con Mariangela Matera, ha rispedito le accuse al mittente, a chi è “in campagna elettorale permanente senza fornire alternativa”, “non accettiamo lezioni da chi ha avuto anni per affrontare i nodi dell’energia”, ha detto.

 

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