Storie Web mercoledì, Settembre 16

L’energia torna a spingere l’inflazione. Ad agosto l’indice dei prezzi al consumo è salito al 3,3% su base annua, dal 2,9% di luglio. È il livello più alto da settembre 2023, quando l’inflazione aveva raggiunto il 5,3%. Su base mensile l’aumento è stato dello 0,5%.

A confermare la stima preliminare è l’Istat, che individua soprattutto nell’andamento dei prezzi dei beni energetici la causa dell’accelerazione. In un anno il loro aumento passa dall’11,6% di luglio al 17,1% di agosto.

L’energia accelera

La crescita riguarda sia gli energetici regolamentati, cioè quelli i cui prezzi sono legati a meccanismi tariffari, sia quelli non regolamentati. I primi passano dal +14,8% al +18,6% su base annua, i secondi dall’11,4% al 17%.

Tra questi ultimi rientrano anche i carburanti, che registrano una crescita annua del 17%, contro l’11,4% di luglio. Anche il confronto con il mese precedente mostra una forte accelerazione: ad agosto i prezzi degli energetici regolamentati sono aumentati del 3%, quelli dei non regolamentati del 2,9%.

Alimentari e carrello della spesa

L’aumento dei prezzi non riguarda però tutti i settori allo stesso modo: nel comparto alimentare la dinamica resta moderata, con una crescita dell’1% su base annua. Il cosiddetto carrello della spesa, che comprende i beni alimentari, quelli per la cura della casa e della persona, rallenta leggermente, passando dall’1% allo 0,9%.

Fanno eccezione, in parte, gli alimentari non lavorati, come i prodotti freschi, che accelerano dal 3,6% al 3,8%.

Sale anche la crescita dei prezzi dei beni durevoli, dallo 0,7% all’1,3%.

I servizi rallentano

I prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona passano dal +3% al +2,6% su base annua. Ancora più marcato il rallentamento dei servizi relativi ai trasporti, dall’1,6% allo 0,8%.

Nel complesso, i prezzi dei beni accelerano dal 3,2% al 4,1%, mentre quelli dei servizi rallentano dal 2,7% al 2,4%.

L’inflazione di fondo scende all’1,5%

L’inflazione di fondo, che esclude dal calcolo i beni energetici e gli alimentari non lavorati, scende leggermente, dall’1,6% all’1,5%.

Questo dato segnala che l’accelerazione dell’inflazione complessiva è legata soprattutto alle componenti più volatili, in particolare all’energia, mentre la dinamica dei prezzi al netto di queste voci resta più contenuta.

L’inflazione acquisita per il 2026, calcolata sulla base dei dati disponibili fino ad agosto, sale al 2,9%.

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