Storie Web mercoledì, Luglio 1

La capigruppo di Montecitorio ha deciso che il seguito dell’esame della proposta di legge elettorale si terrà nell’Aula della Camera dal 14 luglio. La riunione era stata convocata proprio sul timing del testo dopo che era approdato il 26 giugno in Aula per la discussione generale e fino ad ora era ipotizzato, in base al calendario d’Aula, che le votazioni entrassero nel vivo dalla prossima settimana.

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Il presidio davanti a Montecitorio

Intanto questa mattina è stato organizzato un presidio davanti alla Camera per chiedere alla maggioranza di inserire nella riforma della legge elettorale il voto dei fuorisede. In vista del termine ultimo per la presentazione degli emendamenti alle legge elettorale, fissato per lunedì 6 luglio, durante la mattinata di mercoledì 1 luglio l’organizzazione The Good Lobby insieme a Will e Rete Voto Fuorisede ha promosso una mobilitazione simbolica di fronte Palazzo Montecitorio consegnando ai rappresentanti di tutti i partiti politici presenti una versione gigante del testo di legge con un buco al centro a rappresentare la mancanza di disposizioni sul voto fuori sede.

Hanno partecipato associazioni, new media e giovanili dei partiti di ogni schieramento politico; ma anche rappresentanti parlamentari. Tra questi, Rachele Scarpa in rappresentanza del Partito Democratico, Luana Zanella (Alleanza Verdi e Sinistra), Vittoria Baldino (Movimento 5 Stelle), Riccardo Magi (+Europa), Giulia Pastorella (Azione), Marianna Madia (Italia Viva), Fabio Roscani (Fratelli d’Italia).

Se la scorsa settimana la Commissione Affari costituzionali della Camera ha dato il via libera alla legge elettorale, testo che – sottolineano le associazioni – non tiene in considerazione la battaglia condotta da cittadini e organizzazioni della società civile in questi anni, il gesto simbolico è stata l’occasione per rinnovare e sottoscrivere l’impegno a favore dell’inserimento del voto fuorisede nella riforma e per sottolineare l’enorme vuoto attuale dato dall’assenza definitiva di una norma sul voto a distanza.

«Non si tratta di una riforma di parte, ma di un avanzamento democratico necessario e non più rimandabile che raccoglie un ampio consenso nell’opinione pubblica e che potrebbe finalmente permettere a quasi 5 milioni di cittadini – lontani dalla propria residenza per ragioni di studio, lavoro o salute – di recarsi alle urne», ha sottolineato Yari Russo, campaigner di The Good Lobby e rappresentante della Rete Voto Fuorisede.

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