Storie Web mercoledì, Luglio 1

Merito degli alberi e del verde. Perché le foreste attorno alla città, a seconda delle specie di alberi, possono aiutare a ridurre la mortalità urbana, in particolare quella legata a temperature estreme, sia caldo sia freddo e anche, seppure in misura minore, agli effetti dell’inquinamento atmosferici. A sottolinearlo è una ricerca realizzata dai ricercatori dell’Enea in collaborazione con l’Università di Milano-Bicocca, Cnr e Istituto Acri-St, Sophia-Antipolis e pubblicata su Communications Earth & Environment del gruppo Nature.

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Gli scenari presi in esame

Nello studio sono stati presi in esame diversi scenari di piantumazione di alberi nelle aree attorno a Firenze, Zagabria e Aix-en-Provence. I ricercatori hanno valutato l’impatto sulle isole di calore, qualità dell’aria e mortalità e quantificato i costi sanitari associati.

«Il verde urbano – commenta Alessandro Anav del Laboratorio Modelli e servizi climatici dell’Enea e autore dello studio insieme alle colleghe del Dipartimento Sostenibilità Alessandra De Marco, Ilaria D’Elia e Beatrice Sorrentino – è efficace solo se progettato con cura e scegliendo le specie più adatte al contesto urbano, considerando che alcuni alberi emettono numerosi composti organici volatili che contribuiscono alla formazione di inquinanti atmosferici secondari, peggiorando così la qualità dell’aria».

Due strategie

Nello studio, per valutare gli effetti positivi della presenza degli alberi, sono state simulate due strategie. Nella prima la piantumazione della quercia farnia, «una specie ad alte emissioni di composti organici volatili biogenici», mentre nel secondo caso sono state prese in esame specie a basse emissioni come il pino domestico e il pino nero. «I composti organici volatili biogenici sono sostanze comunemente emesse dalle piante come meccanismo di difesa, ad esempio, da insetti o patogeni o da stress ambientali – sottolineano dall’Enea -. Di per sé non sono tossici, ma in atmosfera reagiscono con altri composti, contribuendo alla formazione di ozono troposferico e particolato fine (PM2.5). Questi ultimi peggiorano la qualità dell’aria e possono causare problemi respiratori e cardiovascolari alle persone, aumentando mortalità e ricoveri».

Il PM2.5

Dallo studio emerge che la piantumazione di specie ad alta emissione di Composti organici volatili biogenici «comporta in genere un aumento delle concentrazioni di PM2.5: in media, su scala urbana, l’incremento è dello 0,80% a Firenze e ad Aix-en-Provence e dello 0,12% a Zagabria». Al contrario, «l’uso di specie a basse emissioni di Bvco determina variazioni più contenute di PM2.5, con un aumento dello 0,35% a Firenze e dello 0,30% ad Aix-en-Provence, e una lieve diminuzione a Zagabria (-0,07%)». C’è poi l’aspetto delle isole di calore dove l’impatto sulle temperature massime elevate viene limitato proprio dalle foreste periurbane.

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