Storie Web martedì, Luglio 7

Una (sola) cosa è certa. Il portafoglio dell’Enpapi, la Cassa di previdenza degli infermieri liberi professionisti, è più liquido grazie al riequilibrio degli investimenti avI dati Enpapiviato negli ultimi anni. Per il resto, il bilancio 2025 dell’ente pensionistico non indica il dettaglio dell’asset allocation (né tantomeno Enpapi contattato da «Plus24» ha ritenuto di dare queste informazioni) e perciò non consente di ricostruire la reale composizione del patrimonio, né la sua distribuzione geografica. Anche l’esiguo rendimento (1,87%) non riesce a individuare in maniera univoca se rappresenta il rendimento lordo di mercato del patrimonio, oppure un diverso indicatore contabile. Insomma, poca trasparenza, auspicabile quando si tratta del futuro pensionistico degli iscritti. Ma andiamo con ordine.

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I dati Enpapi

L’Enpapi chiude il 2025 con un patrimonio complessivo di 1,386 miliardi con, come accennato, una progressiva riduzione degli investimenti illiquidi e un rafforzamento della componente mobiliare liquida. Secondo quanto riportato nel bilancio, il patrimonio investito è composto da 366 milioni di fondi immobiliari (27,68%), 551 milioni classificati come fondi azionari/obbligazionari (41,69%), 199,9 milioni di obbligazioni (15,12%), 141,8 milioni di fondi di private equity, infrastrutture ed energie rinnovabili (10,73%) e 44,2 milioni di partecipazioni (3,34%), oltre alla polizza Swiss Life e alla liquidità.

L’ente evidenzia come il processo di riequilibrio del portafoglio abbia consentito di ridurre progressivamente il peso delle attività illiquide che, secondo un approccio look-through (cioè analizzando nel dettaglio cosa c’è davvero dentro uno strumento finanziario), rappresenterebbero oggi circa il 38% del patrimonio investito, con l’obiettivo di raggiungere il 30% entro il 2029. Parallelamente, la componente liquida avrebbe ormai superato il 60% del portafoglio.

BTp sempre presenti

Nel corso del 2025 Enpapi ha inoltre incrementato l’investimento in titoli di Stato italiani, arrivando a detenere circa 200 milioni di BTp in portafoglio, con ulteriori acquisti effettuati nei primi mesi del 2026. Una scelta che l’ente motiva sia con l’innalzamento dei rendimenti offerti dal debito pubblico italiano, sia con l’obiettivo di ridurre il profilo di rischio del portafoglio e migliorare la stabilità dei flussi reddituali.

Poca trasparenza

Alcuni aspetti, come detto sopra, limitano la trasparenza dell’analisi. «Il bilancio – spiega Vincenzo Cagnetta, analista e consulente finanziario indipendente di Studio Enca – aggrega in un’unica voce i fondi azionari e obbligazionari, senza fornire la relativa scomposizione. Questa impostazione non consente di comprendere quale sia l’effettiva esposizione dell’ente ai mercati azionari e quale, invece, sia investita nel comparto obbligazionario tramite fondi. Analoga criticità – continua l’analista – riguarda la ripartizione geografica degli investimenti. Sebbene il bilancio evidenzi alcune esposizioni direttamente identificabili – come i BTp italiani e le partecipazioni detenute in società nazionali – non viene pubblicata una suddivisione del patrimonio tra Italia, Europa, Nord America, Asia e mercati emergenti».

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