La 27esima edizione di Pordenonelegge sarà un’edizione speciale, aperta dallo scrittore e saggista Salman Rushdie, mercoledì 16 settembre e chiusa il 20 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La chiusura traghetterà la città verso il ruolo di capitale italiana della cultura. Come spiega il Presidente di Fondazione Pordenonelegge.it Michelangelo Agrusti «la partecipazione in presenza del Presidente Mattarella, in un ideale countdown verso il 2027 di Pordenone Capitale Italiana della Cultura testimonia la sua vicinanza ai valori che pordenonelegge ha voluto rappresentare in questi anni, dando corpo e contenuti tangibili alla sua rinnovata denominazione di Festa del libro e della libertà, per sottolineare il legame indissolubile tra scrittura, lettura e democrazia». «“Leggere ha a che fare con la libertà”, ha spiegato il Presidente Mattarella nel messaggio di saluto inviato lo scorso anno a pordenonelegge, – ricorda Agrusti – evidenziando che “la lettura è un patrimonio personale che accresce il valore di tutta la comunità, un antidoto che sollecita giudizi e spirito critico contro l’indifferenza e l’appiattimento sul conformismo”. Siamo grati al Presidente Mattarella per questa visita che ci onora, ci emoziona e soprattutto ci motiva a proseguire nell’impegno di promozione del libro come strumento di libertà e valore civile». Proprio per questo, al centro dell’edizione 2026 «collocheremo il nuovo spazio della Dissensio Arena, un’agorà concepita per dare centralità alle voci del dissenso compresse dai regimi o perseguitate dai fanatismi», continua Agrusti. Tra gli altri sono attesi alla manifestazione la moglie di Alexei Navalny, Yulia Navalnaya e la figlia di Anna Politkovskaja, Vera.
A pordenonelegge 2026, inoltre, torna lo spazio dell’Arena Europa, diventato contesto identitario del festival per dibattere delle grandi sfide della contemporaneità. Alla presentazione, a Milano, con le istituzioni locali, alla presenza del direttore del Sole24Ore Fabio Tamburini e del Presidente di Museimpresa e della Fondazione Assolombarda, Antonio Calabrò, Agrusti ha ricordato che «sarà proprio nel cuore dell’Europa, a Praga – simbolo di resilienza attiva per la libertà e la cultura attraverso la Rivoluzione di velluto dell’89 – che si chiuderà ufficialmente la 27^ edizione di pordenonelegge».
Il festival sarà animato da oltre 650 voci internazionali della letteratura, della poesia e del pensiero che saranno nella città friulana per raccontare il nostro tempo: cinque giorni e 350 eventi in 50 sedi della città e del Friuli Venezia Giulia. Citarli tutti sarebbe impossibile, come scherzosamente ha detto il direttore artistico Gian Mario Villalta «i nomi più importanti ci sono tutti, forse facciamo prima a dire chi non c’è».
Il festival rappresenta una delle maggiori manifestazioni sulla poesia e quest’anno, in particolare ospiterà Michel Houellbecq che porterà la sua opera Omnia poetica, con versi che attraversano desiderio, solitudine, disincanto. Verrà anche celebrata la VI edizione del Premio Saba Poesia – Comune di Trieste – Regione Friuli Venezia Giulia – che ha visto vincitrice Patrizia Valduga.
Pordenonelegge, Festa del libro e della libertà è promossa dalla Fondazione Pordenonelegge.it – presieduta da Michelangelo Agrusti e diretta da Michela Zin -ed è a cura di Gian Mario Villalta (direttore artistico), Alberto Garlini e Valentina Gasparet. Insieme spiegano che questa «27esima edizione nasce dentro un tempo attraversato da domande urgenti. I conflitti che continuano a ferire il mondo, le trasformazioni tecnologiche che moltiplicano le possibilità dell’umano ma insieme ne interrogano l’identità, la necessità sempre più forte di trovare parole, idee e strumenti per leggere un presente in continuo movimento. In questo scenario la cultura non è un rifugio, ma una bussola: un luogo in cui pensieri antichi e visioni nuove possono incontrarsi, scontrarsi, illuminarsi a vicenda. Pordenonelegge si propone ancora una volta come spazio aperto a questa energia: un osservatorio sulle tensioni e sulle speranze del nostro tempo, sulle inquietudini che lo attraversano e sulle forze creative che lo animano. L’obiettivo è generare una consapevolezza condivisa, capace di alimentare una cittadinanza più partecipe, curiosa e responsabile. Perché il futuro, anche quando appare incerto, comincia sempre da un discorso, da una pagina, da una parola messa in comune».
