Inoltre anche l’affidamento a Dba del progetto del data center è un “plus”, in quanto la società trevigiana ha già progettato a Milano – per conto di Retelit – il data center “Avalon 3” di Via Bisceglie il cui calore generato viene reimmesso nella rete A2A Calore e Servizi per servire il teleriscaldamento del Municipio 6, che conta circa 1.250 famiglie. Poiché A2A Calore e Servizi gestisce il teleriscaldamento anche a Brescia, un analogo accordo, vantaggioso dal punto di vista ambientale, sarebbe eventualmente possibile anche per il data center di Intred.
Ebitda margin molto elevato e indebitamento fisiologico
Intanto Intred, anche grazie all’incorporazione di Connecting Italia Srl (acquisita nel 2024), che è stata razionalizzata allo scopo di dismettere i servizi a più bassa marginalità, può vantare una redditività decisamente elevata. Al 30/6/2025, con ricavi in aumento del 7,2% a 27,8 milioni (di cui 25,9 da servizi a canoni ricorrenti, +7,9%), presentava un ebitda salito del 9,1% a 12,5 milioni (ebitda margin del 44,9%, contro un ebitda margin adjusted del 25,6% per Unidata nel primo semestre 2025).
La parte bassa del conto economico, come spesso avviene per le società di telecomunicazioni che hanno necessità di effettuare significativi investimenti in tecnologia, ha risentito naturalmente dell’incidenza degli ammortamenti (passati da 5,6 a 6,5 milioni) e dei maggiori oneri finanziari (da 735.000 a 745.000 euro); di conseguenza l’ebit è salito solo del 3% a poco più di 6 milioni (ebit margin del 21,6%) e l’utile netto dell’1,6% a 3,6 milioni, con un tax rate passato dal 30,66% al 31,7%.
Al 30/6/2025 l’indebitamento finanziario netto ammontava a 37,4 milioni (32,9 milioni a fine 2024) dopo investimenti per ben 12,2 milioni, per lo più riferiti agli allacci della rete proprietaria in fibra ottica (ancora una volta relativi ai Bandi Scuole) che a fine 2025 ha poi raggiunto 15.000 km. (13.500 km. a fine 2024). Il rapporto Debt/Equity era comunque su livelli fisiologici e pari a circa 0,61 volte. Ciò consente a Intred di affrontare gli investimenti previsti per il nuovo datacenter – 13 milioni entro il 2027 – ed eventualmente di crescere per acquisizioni (anche se probabilmente non così “scale-up” come quella di Twt per Unidata).
Ma la politica di “piccoli passi” di Intred rende credibili le indicazioni di un valore della produzione 2027 pari a 67 – 73 milioni e un ebitda fra 34 e 36 milioni (con un ebitda margin che raggiungerebbe il 50%); per ora prudenzialmente non si intende modificare la politica di remunerazione agli azionisti (per l’esercizio 2024 il monte dividendi è stato di 1,6 milioni con un pay-out del 23%), che potrà essere rivista al rialzo dopo il 2027 con l’attesa graduale diminuzione del livello di indebitamento grazie al cash flow operativo.












