Storie Web mercoledì, Aprile 22

Rapidità di intervento, analisi di rischio, digitalizzazione e multidimensionalità. Sono le quattro parole chiave dell’agenzia delle Dogane chiamate a tutelare gli 88 miliardi di entrate che tra dazi, accise e tasse su giochi, tabacchi affluiscono alle casse dell’Erario.

Fiscalità di accise, monopoli e dogane vale quasi 88 miliardi

«I numeri parlano chiaro», ha detto il viceministro ministro all’Economia, Maurizio Leo, aprendo a Roma i lavori della prima Conferenza nazionale antifrode organizzata dall’agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Come ricorda il viceministro la fiscalità delle accise, dei monopoli e delle dogane vale quasi 88 miliardi, con un incremento nel 2025 dell’1,73% di cui, approssimando per difetto, 33 miliardi riguardano i prodotti energetici e il gas, altri 27 arrivano dai dazi in dogana, ben 15 miliardi dalle accise sui tabacchi, 11 miliardi dai giochi in concessione e 1,4 miliardi dai prodotti alcolici.

La tutela di queste risorse e della stessa salute pubblica passa per la nuova Rete Nazionale Antifrode, ha sottolineato il direttore dell’agenzia delle Dogane e dei Monopoli, roberto Alesse. «Si tratta di una struttura che, tramite l’integrazione delle capacità di analisi e di controllo dell’Agenzia, rafforza il raccordo tra le attività informative, investigative e di supporto tecnico scientifico». Non solo. «Il nuovo approccio moderno e innovativo, aggiunge il direttore, consente di reagire con maggiori tempestività ed efficacia alle minacce emergenti e sempre più sofisticate.

Le spedizioni di piccolo valore

Difficile abbassare la guardia. La spia rossa, ad esempio, si è accesa anche sulle spedizioni di piccolo valore, finite sotto il faro anche dell’ultima legge di Bilancio. Come indicato in una nota della stessa Agenzia nel primo trimestre 2026, a fronte di circa 200 mila spedizioni di modico valore al giorno, la percentuale dei controlli doganali è cresciuta del 20% rispetto allo stesso periodo del 2025, portando alla luce un aumento significativo delle difformità, passate dall’8,4% al 9,9%, che hanno fatto emergere un dato importante: una spedizione su dieci di quelle controllate non è regolare.

Il viceministro Leo ha comunque rimarcato la multidimensionalità dell’agenzia e della stessa rete antifrode che finisce per toccare tre comparti. «Per quanto riguarda il comparto delle dogane, sono sotto gli occhi di tutti le problematiche che derivano dalla contraffazione, dalle sottocertificazioni e dalla elusione dei dazi», ha ricordato Leo. «Ma anche i traffici illeciti contro la sicurezza sono un segmento importante dell’attività di contrasto che come in essere l’attenzione delle dogane. Pensiamo agli stupefacenti, alle armi, alle violazioni di dazi e sanzioni, alla spedizione illecita, ai rifiuti illeciti, che generano appunto le regole con falso o triangolazione», ha aggiunto il viceministro.

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