Nel comunicato di DeA dove si dà atto del rendiconto finale di liquidazione di Atlantic 1 (27 novembre 2025), si ricorda che «il tasso interno di rendimento (Tir) a vita intera del fondo, calcolato tra il totale degli utili distribuiti (332,75 euro), i rimborsi totali pro quota (299,93) e il valore nominale delle quote del fondo (500 euro) risulta essere del +2,28 per cento». Mentre su Fondo Alpha, «considerando le distribuzioni dei proventi pro-quota (1.888 euro) e la distribuzione dei rimborsi parziali pro-quota (1.274 euro), per un totale di 3.162 euro, l’incremento è stato del 60,51 per cento, oltre il prezzo di collocamento di 2.500 e il Tir a +4 per cento».
La cessione a Generation
La seconda operazione, su cui Banca d’Italia ha acceso un faro, vede invece protagonisti due asset, uno situato in Via Lamaro, a Roma, e l’altro in Via Giovanni Crespi, a Milano, entrambi ceduti il 29 dicembre 2021, dal fondo Alpha, il primo fondo immobiliare quotato su Borsa Italiana, nato nel 2001 con il conferimento di 26 immobili tra Bologna, Milano e Roma, già rinnovato e in scadenza a giugno 2030.
Bankitalia ha chiesto chiarimenti, perché l’acquirente di entrambi è il fondo chiuso e riservato denominato Generation Fund, che assieme a Third Eye e Vision (tutti e tre gestiti da DeA Capital Sgr), appartiene a CPI Property Group del miliardario ceco Radovan Vitek (vedi Il Sole 24 Ore del 21 maggio).
Secondo il resoconto di gestione di fine 2021, quello di Via Lamaro era stato acquistato dal fondo Alpha nel 2001 per circa 18 milioni e rivenduto vent’anni dopo per 11 milioni: da segnalare che l’asset, negli anni, aveva generato proventi per quasi 32 milioni visto che era affittato alla Pa.
Quello di Via Crespi a Milano, invece, era stato acquistato da Alpha per 11,4 milioni nel 2001 e rivenduto sempre al Generation Fund di Vitek per 7,1 milioni : anche in questo caso, seppure inferiori, i proventi generati erano stati negli anni pari a 18,4 milioni di euro. I due immobili, proprio grazie ai proventi, al 31 dicembre 2021 avevano conseguito risultati positivi: Via Lamaro per 7,3 milioni circa e Via Crespi per 3,5 milioni di euro.
La clausola di uscita senza penali
La clausola che permette ai sottoscrittori di un fondo, compresi quelli immobiliari, di sostituire la società di gestione (Sgr) senza incorrere in penalità è nota come Key Man Clause: è attivata a seguito della perdita di figure chiave, come appunto quella dell’amministratore delegato. Ecco allora che i rilievi di Bankitalia, fatti a fine aprile a DeA Capital Re Sgr, potrebbero consentire agli investitori di cambiare gestore senza incorrere in sanzioni. Per questo motivo, attorno ai principali clienti dei fondi della Sgr, guidata una volta da Emanuele Caniggia, inizia a muoversi la concorrenza: via l’amministratore delegato, scatta il liberi tutti.
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