Un anno di servizio alla comunità che, a distanza di dodici mesi, si traduce con maggior frequenza in un contratto di lavoro o in un posto vinto al concorso pubblico. È quanto emerge dalla seconda indagine sugli esiti del Servizio Civile Universale, promossa dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, attraverso il Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale, e realizzata alla fine del 2025 su un campione di 8.975 giovani, pari al 17,4% dell’universo di riferimento – tutti ex volontari che hanno concluso l’esperienza da oltre un anno.
La riserva dei posti nei concorsi pubblici
Il dato più concreto riguarda la riserva del 15% dei posti nei concorsi pubblici, introdotta dalla legge n. 74 del 21 giugno 2023 per chi ha completato il Servizio civile universale senza demerito. A due anni dall’entrata in vigore della norma, l’85% degli intervistati dichiara di conoscerla, ma solo il 13% l’ha già utilizzata partecipando a un concorso. Su 1.181 giovani che hanno fatto ricorso alla riserva, 302 – il 25,6% – sono risultati vincitori del concorso per cui l’avevano attivata.
Il calo dell’inattività
Sul fronte occupazionale, il 46% degli intervistati dichiara di trovarsi in una condizione lavorativa a un anno dalla fine del servizio. Il cambiamento più netto riguarda però l’inattività, crollata dal 3% rilevato nel 2024 allo 0,4% nel 2025. Anche la qualità dei contratti cambia: calano le forme più precarie – tempo determinato, lavoro occasionale, collaborazioni senza partita Iva – mentre i contratti a tempo indeterminato salgono dal 13,5% del 2024 al 18,1% del 2025.
La ricerca del lavoro
Alle competenze acquisite durante il servizio i giovani riconoscono un peso specifico nella ricerca di lavoro: il 72% le ritiene utili ad aumentare le proprie opportunità occupazionali. Un dato che l’indagine legge anche in chiave di consapevolezza civica: per il 35,8% degli intervistati il Servizio civile ha rafforzato la percezione del proprio ruolo nel miglioramento delle condizioni di vita della comunità di appartenenza; per il 29,5% ha spinto verso una maggiore partecipazione ad attività di solidarietà e sostegno a persone in difficoltà. Rispetto alle forme tradizionali di volontariato, l’indagine segnala inoltre una crescita delle attività orientate alla promozione e alla tutela dei diritti dei cittadini.
«Servizio civile universale esperienza che lascia un segno concreto»
«Il Servizio civile universale è un’esperienza che lascia un segno concreto nei ragazzi e nelle ragazze che decidono di dedicare un anno della loro vita al servizio della comunità», ha dichiarato il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, sottolineando come «il dato sulla riserva nei concorsi pubblici» e «la crescita dei contratti a tempo indeterminato al termine dell’esperienza del Servizio» siano tra gli indicatori più significativi della seconda indagine.
