Storie Web lunedì, Febbraio 16
Da venerdì gli automobilisti potranno rottamare le auto sottoposte a fermo e non pagare più il bollo

Quattro milioni di auto fantasma potranno essere radiate e rottamate, e di queste un milione di veicoli “carcassa” potrà andare incontro alla demolizione, liberando strade e terreni. Parte inoltre il database delle vetture che non hanno affrontato le campagne di richiamo previste dalle case automobilistiche, e rappresentano quindi un potenziale pericolo per la sicurezza stradale. A ricordare due novità che riguardano milioni di automobilisti italiani è Federcarrozzieri, associazione delle autocarrozzerie italiane.

Partiamo dalla prima. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il 5 febbraio, infatti, entrerà in vigore venerdì 20 febbraio la legge 14/2026 (DDL n. 1431) che apporta “Modifiche al decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, e altre disposizioni in materia di cancellazione dai pubblici registri dei veicoli fuori uso sottoposti a fermo amministrativo”.

Cosa cambia

Fino ad oggi, spiega Federcarrozzieri, le auto sottoposte a fermo amministrativo venivano “congelate” rimanendo inutilizzabili e col divieto di cancellazione dai pubblici registri. Questo ha portato alla crescita nelle città di vetture abbondonate per anni in strada o su terreni, con un incremento del degrado urbano e dell’inquinamento: si stima siano 4 milioni in Italia le vetture sottoposte a fermo, di cui 1 milione di carcasse o auto fuori uso destinate alla demolizione.

I proprietari non potranno beneficiare di incentivi per l’acquisto di un nuovo veicolo

«La nuova legge – osserva Davide Galli, presidente dell’associazione delle autocarrozzerie – rappresenta una piccola rivoluzione, in quanto consente sia ai proprietari di tali vetture, sia a Comuni ed enti locali, di richiedere la radiazione del mezzo, ossia la cancellazione da Pra e da ogni pubblico registro, sia la rottamazione, ossia la distruzione fisica del veicolo, con vantaggi per tutti. I proprietari di auto sottoposte a fermo erano infatti costretti fino ad oggi a pagare bollo e, fino al 2024, anche l’assicurazione nonostante il veicolo fosse inutilizzabile, mentre ora potranno sbarazzarsi del mezzo ed evitare tali costi, ma come conseguenza non potranno beneficiare di incentivi o agevolazioni pubbliche per l’acquisto di un nuovo veicolo, né il loro debito con lo Stato sarà cancellato. I Comuni, dal canto loro, potranno rimuovere con più facilità le automobili abbondate in strada o su terreni pubblici, e quelle che rappresentano un pericolo sul fronte della circolazione o dell’ambiente».

In arrivo database delle vetture difettose

L’altra novità riguarda invece l’arrivo del database delle auto non sottoposte a campagna di richiamo, pur in presenza di interventi correttivi imposti dalle case automobilistiche. Con decreto del direttore generale della Motorizzazione civile, spiegano da Federcarrozzieri, è stato istituito l’elenco telematico previsto dall’articolo 80 bis del nuovo Codice della strada che impone alle case automobilistiche l’obbligo di inserire in tale database i dati relativi alle vetture che, dopo 24 mesi dall’avvio della campagna di richiamo per l’adozione di misure correttive, non siano state portate in officina per i dovuti interventi di messa in sicurezza. Elenco che acquista efficacia entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto (avvenuta lo scorso 19 dicembre), quindi entro il prossimo 17 febbraio, e che sarà consultabile dai cittadini attraverso il Portale dell’automobilista o mediante apposita applicazione mobile. «Si tratta di una novità molto importante sul fronte della sicurezza stradale – continua Galli -. Oggi i richiami delle case costruttrici si moltiplicano anche in virtù di auto sempre più tecnologiche e dai componenti sofisticati, ma spesso le informazioni rese agli automobilisti non sono efficaci né puntuali, con la conseguenza che migliaia di proprietari circolano a loro insaputa su vetture potenzialmente pericolose. Grazie a questo database cittadini e organi di polizia potranno verificare se un veicolo non è stato sottoposto alla prevista campagna di richiamo, e per i trasgressori sono previste salate sanzioni: fino a 60mila euro per i costruttori per ciascuna misura non adottata, 173 euro per i proprietari che circolano con un’auto inserita nell’elenco».

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