C’è anche il nome di Giuseppe Del Deo, l’ex numero due del Dis, tra gli indagati nell’ambito dell’indagine sulla “Squadra Fiore”, un gruppo clandestino – di cui facevano parte ex appartenenti alle forze dell’ordine – che avrebbe compiuto attività di dossieraggio. Gli inquirenti procedono per i reati di accesso abusivo a un sistema informatico, violazioni relative alla privacy e esercizio abusivo della professione. L’accusa per Del Deo, invece, è di peculato da cinque milioni di euro. Denaro che, secondo i pm, l’ex Dis avrebbe affidato alla società Sind, gestita all’epoca dei fatti da Enrico Fincati, anch’egli indagato.
Gli inizi come ufficiale dell’esercito e i primi passi nell’intelligence italiana
Classe 1973, originario di Napoli, Del Deo ha iniziato la sua carriera professionale muovendo i primi passi come ufficiale dell’esercito. Solo dieci anni dopo l’ex 007 è entrato a far parte dei servizi segreti italiani, dove ha lavorato per oltre 30 anni.
Un nome che all’inizio potrebbe non suggerire nulla, ma che appare tra le cariche più rinomate dell’intelligence italiana. Le informazioni – specie quelle economico-finanziarie – sono sempre state nelle mani di Giuseppe Del Deo.
Incarichi, quelli a lui affidati, che lo hanno portato fin da giovanissimo ai vertici dei servizi segreti, per poi mettersi al timone dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna (Aisi).
Il suo ruolo nell’Aisi
Del Deo ha proseguito la sua corsa fino a diventare capo del reparto economico-finanziario dell’Aisi, un settore che ha via via acquisito centralità nel perimetro di operatività dell’intelligence: la difesa dell’interesse nazionale passa anche e soprattutto dalla tutela degli asset più preziosi del Paese.









-U71326750352BBa-1440x752@IlSole24Ore-Web.jpeg?r=1170x507)


