«Bisogna sospendere l’Ets». Lo dicono i ministri, in particolare quelli dell’Energia Pichetto Fratin e delle Imprese Urso, e ora lo ribadisce anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Una richiesta da considerare subito, secondo la premier, data la fiammata dei prezzi dell’energia innescata dal conflitto in Iran.
«A livello europeo – ha detto durante le comunicazioni al Senato – stiamo chiedendo, in attesa della revisione annunciata, di sospendere urgentemente l’applicazione dell’Ets alla produzione di elettricità da fonti termiche, cioè dal termoelettrico». Ma cosa si intende per Ets?
L’European Union Emissions Trading System
Ets è l’acronimo di European Union Emissions Trading System, che consiste in un meccanismo di scambio delle quote di CO2 che ha come obiettivo quello di ridurre le emissioni, imponendo maggiori costi alle industrie che ne producono di più.
Il tetto massimo
Il sistema funziona fissando un tetto massimo alla CO2 consentita che si riduce ogni anno, costringendo le imprese a inquinare meno o a comprare permessi da chi è più efficiente. Al sistema partecipano tutti i paesi Ue insieme a Islanda, Liechtenstein e Norvegia.
Il sistema pre-guerra in Ucraina
I soldi incassati dalle aste di queste quote, che dal 2013 hanno superato i 175 miliardi di dollari, vengono usati dai governi per finanziare pannelli solari, risparmio energetico e nuove tecnologie pulite. Ma il meccanismo Ets è stato concepito prima della crisi energetica esplosa con la guerra in Ucraina e non considerava questo tipo di situazione, che ha cambiato radicalmente il quadro complessivo.










