Storie Web mercoledì, Ottobre 28

Operare nell’Aerospace & Defence richiede infatti di documentare in modo verificabile ciò che si produce, i processi adottati e i controlli effettuati, attraverso strumenti e procedure che garantiscano tracciabilità, evidenza documentale e controllo statistico di processo. I tempi di implementazione rappresentano un’ulteriore criticità mentre i costi sono citati dal solo il 24% delle imprese campione.

Il quadro si inserisce in un comparto in espansione sempre più strategico per la competitività industriale del Paese.

Nel 2024, l’aerospazio italiano ha registrato un fatturato di 21,4 miliardi di euro e 54.300 addetti, con una filiera composta per l’80% da PMI. A trainare la crescita è stato soprattutto il comparto spaziale, passato da 1,9 miliardi nel 2021 a 3,1 miliardi nel 2024.

A livello globale, secondo il rapporto del Centro Studi del Mimit, l’economia dello spazio potrebbe raggiungere un valore di 1.790 miliardi di dollari entro il 2035. Nello stesso orizzonte temporale, stima Confindustria, gli investimenti nelle filiere nazionali dell’aerospazio, della difesa e della sicurezza potrebbero generare fino a 3 punti di Pil aggiuntivi.

«Aerospazio e difesa – commenta la Direttrice Generale di Made Miriam Merenda – sono due settori in forte espansione, e le imprese manifatturiere italiane possiedono in larga parte le competenze e le tecnologie per entrarvi: i dati indicano che la distanza è minima. Il gap è di altra natura e riguarda l’accesso: conoscere con precisione i requisiti, saperli dimostrare attraverso documentazione e dati affidabili, individuare gli interlocutori giusti in una filiera selettiva e costruita sulla fiducia. Sono aspetti sui quali le imprese, soprattutto se di dimensioni contenute, hanno bisogno di essere accompagnate. Made lavora proprio in questa direzione, aiutando le aziende a comprendere le richieste del settore, individuare le aree su cui intervenire e valorizzare le competenze già presenti. L’obiettivo è rendere il percorso di accesso alla filiera più chiaro e strutturato, favorendo l’incontro tra imprese e la nascita di nuove opportunità di collaborazione».

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