Storie Web venerdì, Giugno 19

Ancora un risultato positivo per Smact, il Centro di competenza Industria 4.0 di riferimento per il Nord‑Est, che nel 2025 chiude l’esercizio in utile per la terza volta consecutiva. Lo scorso anno la società ha registrato un valore della produzione pari a 16,5 milioni di euro, segnando una crescita del 55,4% rispetto al 2024 e superando le stime programmatiche del piano industriale. È quanto emerge dal Bilancio 2025, presentato il 17 giugno a Verona dalla presidente Eleonora Di Maria alla presenza di soci e partner.

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«Il Competence center – spiega la società – chiude dunque un anno con risultati che ne rafforzano la capacità di mettere a sistema le eccellenze 4.0-5.0 e di creare meccanismi virtuosi di “contaminazione” tra provider di tecnologie, end user, atenei e centri di ricerca». Essenziali per la performance del Centro sono stati i progetti collaborativi di ricerca e innovazione Iriss, che sono sostenuti da fondi Pnrr, e la crescita dei servizi di innovazione e formazione rivolti alle imprese.

L’«efficienza della governance»

Smact – costituito nel 2018 da università, centri di ricerca e imprese private del Triveneto per favorire la collaborazione tra ricerca e impresa nell’adozione di tecnologie innovative – nel 2025 si è rivelata una realtà finanziariamente solida e priva di indebitamento, fattori che, sommati alla capacità di esecuzione nella messa a terra dei progetti, hanno portato il ministero delle Imprese e del Made in Italy a riconoscere al Centro risorse aggiuntive nell’ambito dei fondi Pnrr.

Si tratta, secondo la società, «della conferma di una premialità selettiva, riservata a un numero ristretto di infrastrutture di trasferimento tecnologico su scala nazionale, che certifica l’efficienza della governance e della struttura operativa».

I clienti

Una netta crescita si nota anche nei dati relativi al numero di clienti. Se nel 2023 le aziende assistite erano 49, nel 2024 sono diventate 216 e hanno toccato quota 276 nel 2025. E il trend positivo non sembra essere destinato ad arrestarsi nel 2026: quest’anno sono già state servite 164 aziende, con un baricentro operativo fortemente radicato nel Nord-Est, ma che si espande anche a livello nazionale.

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