Storie Web giovedì, Maggio 28

Anthropic sceglie Milano. La società americana fondata dagli ex ricercatori di OpenAI e diventata uno dei principali protagonisti della corsa globale all’intelligenza artificiale aprirà nel capoluogo lombardo il suo sesto ufficio europeo dopo Londra, Dublino, Parigi, Zurigo e Monaco. Una mossa che arriva mentre l’Italia prova a ritagliarsi un ruolo nel dibattito sulla cosiddetta frontier AI, l’intelligenza artificiale di frontiera, quella dei grandi modelli generativi come Claude.

La scelta di Milano non è casuale. Anthropic punta a costruire un presidio locale che lavori con imprese, sviluppatori e istituzioni italiane per accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale “responsabile”. Il team sarà guidato da Thomas Remy, Head of Southern Europe, e collaborerà con aziende già clienti della piattaforma Claude, tra cui Generali, Unipol, Enel, Pirelli, Angelini Pharma e Bracco. «Il motivo per cui siamo arrivati in un posto come Milano – ha spiegato al Sole 24 Ore Chris Ciauri, Managing Director International di Anthropic – è perché abbiamo un ecosistema di partner che stanno sviluppando nuove competenze. Mi sono seduto con i dirigenti di livello C di Unipol proprio questa mattina, e sono entusiasti che siamo qui. Avere un contatto diretto con i creatori del prodotto accelererà il loro apprendimento e il loro percorso con noi».

L’Italia viene raccontata dall’azienda come un laboratorio industriale interessante per sperimentare questi strumenti. Anthropic, nella nota, cita il caso di Satispay, che avrebbe condensato una roadmap tecnica di 18 mesi in sette grazie all’utilizzo di Claude nel team di ingegneri, oppure Bending Spoons, dove gran parte del codice software sarebbe ormai co-sviluppato insieme all’assistente AI Claude Code. E’ stata anche avviata una partnership con Jakala, società europea di data e AI, per estendere l’utilizzo di Claude a oltre 3mila collaboratori. Secondo l’azienda, questo consentirebbe di liberare fino al 70% del tempo del senior management per attività considerate a maggiore valore strategico.

La sfida però almeno in Italia si giocherà sopratutto sulle Pmi. «Le piccole aziende – ha aggiunto – probabilmente non dispongono di analisti interni e tendono a esternalizzare funzioni come quella finanziaria e legale. Strumenti come questo possono essere dei veri e propri ’game changer’ per la produttività di aziende di quelle dimensioniè perché abbiamo un ecosistema di partner che stanno sviluppando nuove competenze. Credo davvero – concluso – che la tecnologia abbia la capacità di potenziare una piccola impresa probabilmente ancora di più rispetto a una grande azienda, in termini di impatto esponenziale che può generare».

L’annuncio arriva pochi giorni dopo la pubblicazione di “Magnifica Humanitas”, la prima enciclica di Papa Leone XIV dedicata anche all’intelligenza artificiale. Alla presentazione del documento pontificio era presente anche Chris Olah, cofondatore di Anthropic e tra i ricercatori più influenti nel campo delle reti neurali, che ha parlato della necessità di coinvolgere governi, università, società civile e comunità religiose nello sviluppo dell’AI. Un segnale simbolico.

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