“Le previsioni economiche primaverili della Commissione europea confermano che la crisi energetica scatenata dal conflitto in Medio Oriente sta creando uno shock stagflazionistico per l’economia europea”. Lo dice il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis al suo arrivo alla riunione informale dell’Eurogruppo a Cipro. “Ci troviamo quindi ad affrontare una crescita economica più lenta e, al contempo, un’inflazione più elevata. In termini di risposta politica, raccomandiamo agli Stati membri di attenersi a misure temporanee e mirate, evitando di sostenere e incrementare la domanda di combustibili fossili, anche in considerazione dello spazio fiscale limitato”, ribadisce.
Con la guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz, in Europa “stiamo fronteggiando ancora una volta un choc energetico. Non dobbiamo farci distrarre dalla decarbonizzazione e dobbiamo allontanarci dai combustibili fossili importati”, ha sottolineato poi Dombrovskis. Occorre evitare, ripete, “misure che aumentino la domanda di combustibili fossili”, dato che siamo in presenza di uno choc sul versante dell’offerta. Qualsiasi misura deve essere “mirata e temporanea”, sottolinea ancora una volta.
In una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen resa pubblica nei giorni scorsi la premier italiana Giorgia Meloni aveva ufficializzato la richiesta di una deroga al Patto di Stabilità valida per le spese per la difesa, ma anche per la crisi energetica. La replica di Bruxelles, nell’immediato ma ribadita ora dal commissario Dombrovskis, non ha lasciato spazio a concessioni: la posizione non cambia, no a deroghe al Patto per le spese sull’energia.
Incertezza determinata dalla crisi energetica
I ministri delle Finanze dei Paesi membri dell’Ue sono riuniti a Nicosia, capitale di Cipro, per l’Eurogruppo e l’Ecofin informale, ’recuperando’ l’appuntamento previsto originariamente per marzo, annullato dopo l’attacco condotto da droni iraniani contro la base britannica di Akrotiri, sulla costa est dell’isola. La guerra scatenata da Israele e Usa contro l’Iran, con il conseguente blocco dello Stretto di Hormuz, pesa più che mai sui Ventisette Paesi dell’Unione, tanto che oggi la Commissione Europea ha tagliato in modo consistente le stime di crescita per l’area euro rispetto alle previsioni dello scorso autunno, portandole sotto l’1% per quest’anno (+0,9%), e per l’Ue. Le previsioni, ha precisato alla vigilia il commissario Dombrovskis, sono caratterizzate da una incertezza eccezionalmente elevata, anche per gli standard degli ultimi anni, dato che molto dipende dallo Stretto di Hormuz.







