Storie Web mercoledì, Settembre 16

Di qui al 2030 un occupato su tre apparterrà alla Generazione Z, quella dei nati tra il 1997 e il 2012. Ma anche quella che, in assoluto, ha scompaginato di più le carte in tavola nel mercato del lavoro, facendo emergere come priorità l’equilibrio vita-lavoro o facendo passare in secondo piano, pur sempre nelle priorità, la retribuzione e la carriera. Per gli under 30, il benefit preferito diventa il tempo libero, le relazioni sono importanti, ma proprio per questo in team di piccole dimensioni che consentano un reale confronto e un’evoluzione personale e professionale.

LA GEN Z E IL MONDO DEL LAVORO

Domina il trittico equilibrio, stabilità e salario. Dati in %, risposta multipla fino a 3 scelte

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Non ascoltare questa generazione o non comprenderne le aspettative per le imprese potrebbe tradursi in un freno tirato da ben un terzo della truppa. Troppo. È per questo che nasce il “Gen Z Intelligence Report”, la prima indagine continuativa italiana dedicata alla Generazione Z e alla sua relazione con il mondo del lavoro, realizzata da Il Sole 24 Ore, con 24 ORE Ricerche e Studi, in partnership con WTW e con la collaborazione di University Box che poggia su una community di oltre 1,2 milioni di giovani.

PACCHETTO RETRIBUTIVO IDEALE

Dati in percentuale

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«Con questa iniziativa vogliamo accompagnare le imprese in una trasformazione che parte dalla comprensione delle persone – afferma Edoardo Cesarini, amministratore delegato di WTW Italia -. Conoscere in profondità aspettative, motivazioni e priorità della Generazione Z significa poter progettare organizzazioni più attrattive, inclusive e capaci di affrontare le sfide del futuro del lavoro». I dati emersi fugano tutti i dubbi su quanto sono cambiate le aspettative dei giovani italiani: l’equilibrio tra vita privata e lavoro è la priorità assoluta (60,4%), seguito da stabilità/sicurezza (47,6%) che supera sia la retribuzione (39,6%) sia l’ambizione di carriera (29,8%): sono, questi, dati che fotografano una generazione orientata alla prudenza e influenzata dall’incertezza economica e dalla pandemia. «Comprendere aspettative, valori e bisogni della Generazione Z significa guardare al futuro. Per questo il Gruppo Il Sole 24 ORE da anni dedica grande attenzione ai giovani, dall’educazione finanziaria all’orientamento scolastico e universitario», osserva Paola Boromei, COO e Chief HRO Officer del Gruppo Il Sole 24 ORE. Il Gen Z Intelligence Report contribuirà «a fornire a imprese e organizzazioni strumenti utili per interpretare i cambiamenti che stanno ridefinendo il mondo del lavoro», continua Boromei. Il progetto del Sole 24 Ore e WTW rappresenta la prima analisi strutturata in Italia sui lavoratori della Gen Z che porterà alla realizzazione di quattro report annuali, basati su survey periodiche, pubblicate con Il Sole 24 Ore. Dalle aspettative retributive alla flessibilità, dal benessere organizzativo alle opportunità di crescita professionale, fino al rapporto tra generazioni, tecnologia e intelligenza artificiale, la piattaforma fornirà insight sui principali trend che stanno trasformando il mercato del lavoro.

I BENEFIT PREFERITI

Dati in percentuale

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La prima conseguenza del ribaltamento delle priorità, dove risale l’equilibrio vita-lavoro, è che oltre un giovane su due (il 52%) lascerebbe l’azienda se sottoposto a carichi di lavoro insostenibili. Una percentuale analoga dice che abbandonerebbe il lavoro in caso di retribuzione poco competitiva (54%). Insomma non basta puntare su un aspetto o sull’altro per trattenere i talenti, ma diventa fondamentale saper creare un pacchetto che garantisca un corretto rapporto tra retribuzione, attività ed equilibrio vita/lavoro. Nel nuovo approccio al lavoro, nuovo è anche l’approccio ai benefit. Se per i boomers quello più ambito e distintivo della loro carriera era l’auto, oggi è diventato il tempo libero aggiuntivo (38%), molto più di palestra, eventi di team building o app per il benessere.

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