«Logica vorrebbe che ci fosse l’indulto, ma sappiamo che non si farà». Lo dice l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno intervistato a Radio 24 da Simone Spetia per 24 Mattino a due giorni dalla sua uscita dal carcere di Rebibbia dove ha scontato una pena una pena di un anno, 5 mesi e 24 giorni per traffico d’influenze illecite e abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”.
«Servono – dice Alemanno – carceri funzionanti e non moltiplicatori di criminalità. Serve un carcere meritocratico. Una delle soluzioni è la legge Giachetti». La legge, ricorda Alemanno, «aveva trovato anche il consenso del presidente del Senato Ignazio La Russa» e «sostanzialmente aumenta gli sconti di pena per buona condotta». In questo modo qualche migliaia di persone potrebbe uscire rendendo la situazione più gestibile»
Alemanno ha chiesto «di incontrare il ministro della Giustizia Carlo Nordio e di parlargli perché, secondo me, lui non si rende conto della situazione delle carceri, che sta per esplodere e bisogna in qualche modo uscirne».
L’ex sindaco della capitale ha ricordato che a vent’anni era stato in carcere per «una questione di militanza giovanile»: «Mi sono ritrovato nello stesso reparto e, casualmente, nella stessa identica cella, ma oggi la situazione è completamente cambiata. Quaranta anni fa Rebibbia era uno “studentato” lindo, pulito e semideserto. Adesso è un delirio con un sovraffollamento che sta per giungere ai limiti massimi».
Alemanno ha parlato anche di politica e del suo rapporto con Roberto Vannacci. «È il fatto nuovo della politica» che «rompe il politicamente corretto. Ha un background di vita che nessun altro esponente ha». «Mi metterò a lavorare sul suo programma ha concluso.

-U06415151853hUQ-1440x752@IlSole24Ore-Web.jpeg?r=1170x507)









