Storie Web giovedì, Marzo 12

Anche in Francia è allarme sui costi del carburante, con il diesel aumentato fino a 2 euro al litro anche per i costi di raffinazione, come spiega il ministro dell’Economia francese Roland Lescure a margine degli incontri dei ministri dell’energia a Parigi. E poi la raccomandazione a cambiare distributore se il prezzo riportato è di 2 euro.

Ungheria, no all’export

Vietata l’esportazione di petrolio, benzina e gasolio. La decisione del governo ungherese arriva a due giorni di distanza dall’annuncio del premier Viktor Orban di porre un tetto ai prezzi del carburante «per tutte le famiglie e le imprese ungheresi», congelando il prezzo della benzina e del diesel rispettivamente a 595 e 615 fiorini.

Una scelta su cui ribatte Gabor Egri, presidente dell’associazione dei piccoli benzinai, indipendenti dalle grandi compagnie. Secondo la categoria, le riserve dureranno al massimo per qualche mese, essendo la manovra molto simile a quella attuata nel 2021 e che ha svuotato le stazioni di servizio. «Dopo chiuderemo tutti», è la sua previsione. La compagnia petrolifera Mol assicura l’approvvigionamento nel paese per tutti, ma resta il nodo da sciogliere sulla mancanza del petrolio russo attraverso l’oleodotto Druzhba, tenuto chiuso in Ucraina, per cui è in viaggio una delegazione ungherese.

In Grecia tetto minimo sui carburanti e i prodotti dei supermercati per tre mesi

La soluzione del primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis è quella di imporre un tetto sul profitto, i carburanti e i prodotti dei supermercati per un periodo di tre mesi. «Siamo in allerta per ulteriori ripercussioni della crisi», le parole del premier durante un suo incontro con il presidente della Repubblica ellenica, Konstantinos Tasoulas, la cui preghiera è quella di frenare la speculazione.

Ed è la vicina Macedonia ad andare contro corrente, non dichiarando lo stato di crisi nonostante i timori sulle nuove pressioni inflazionistiche. Per il primo ministro Hristijan Mickoski il Paese mantiene ancora i prezzi dei carburanti tra i più bassi della regione. La previsione del governo macedone è che durante il 2026 l’inflazione rimanga tra il 2% e il 3%.

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