Storie Web venerdì, Maggio 22

Sono arrivate con quasi un anno di anticipo sul tavolo di Giorgia Meloni le dimissioni «per motivi personali» del prefetto Bruno Frattasi da direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale. Frattasi era stato nominato il 9 marzo 2023 durante il Consiglio dei ministri riunito a Cutro. La scelta del successore potrebbe arrivare già nel Cdm di venerdì, se si risolverà positivamente in queste ore il confronto in corso sul successore. In pole c’è l’ex amministratore delegato di Sogei, Andrea Quacivi, anche se tra i papabili era entrato anche il prefetto di Roma Lamberto Giannini.

L’aumento degli attacchi cyber

La proposta spetta alla presidente del Consiglio. E la decisione è strategica, considerando l’aumento progressivo degli attacchi cyber anche in Italia: secondo l’Operational Summary Acn, a marzo sono stati registrati 436 eventi cyber, sostanzialmente stabili rispetto ai 435 di febbraio, quando però erano cresciuti del 94% rispetto a gennaio. Gli incidenti rilevati sono stati 313, in aumento dell’81% rispetto ai 174 febbraio, quando già erano saliti del 60 per cento. La crescita si deve soprattutto all’entrata in vigore degli obblighi previsti dalla direttiva Nis 2, che ha ampliato la platea dei soggetti monitorati e obbligati alla notifica, passati a circa 22mila, di cui metà sono imprese private. Sotto attacco soprattutto telecomunicazioni, sanità e manifatturiero.

L’esempio di Milano Cortina

L’allarme, in tempi di guerra ibrida, è elevatissimo. E più volte l’Agenzia era finita nel mirino per le smagliature nella rete, dall’attacco agli Uffizi a quello a colossi come Almaviva e Ibm. Frattasi ha tenuto recentemente a rivendicare le Olimpiadi Milano Cortina come esempio concreto dell’efficacia del sistema italiano di protezione: i Giochi hanno richiesto un dispiegamento imponente per difendersi, soprattutto nei primi giorni, dagli attacchi di tipo Ddos diretti verso i siti istituzionali che fortunatamente non hanno avuto conseguenze sui servizi digitali.

Chiusa quella pagina, la sfida che lascia a chi gli succederà è quella del coordinamento con gli altri soggetti del «quadrilatero» visto all’opera proprio ai Giochi: la Difesa, la Polizia postale con il Cnaipic (il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche) e, naturalmente, l’intelligence.

Le frizioni col Governo negli ultimi anni

In questi anni non sono mancate frizioni nel Governo: aveva fatto discutere un disegno di legge presentato alla Camera a settembre dal presidente della commissione Difesa, Nino Minardo, che punta ad affidare alle Forze armate un ruolo più operativo nel dominio cibernetico. Una sorta di apertura a un corpo di hacker militari, però rimasta al palo anche per la diffidenza del sottosegretario Alfredo Mantovano, che ha la delega ai servizi segreti e alla sicurezza informatica. Sua la principale voce in capitolo per il cambio al vertice dell’Acn. Con Quacivi, manager esperto di big data, in rampa di lancio.

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