Quando al futuro candidato premier, Renzi torna a ribadire che le strade sono due: o si abbraccia il principio valido in tutta Europa che a guidare il governo è il leader del partito più votato, e dunque la segretaria del Pd Elly Schlein (musica per le orecchie del Nazareno), oppure si fanno le primarie di coalizione come chiede Conte «e allora ci saranno Schlein, Conte e un candidato della nostra area riformista».
«Schlein ha tutti i numeri per Palazzo Chigi»
La segretaria dem, sottolinea ad ogni modo a scanso di equivoci, «ha tutti i titoli per rivendicate il ruolo di candidata premier e per farlo bene, apprezzo il fatto che quando deve fare una battaglia personale la fa: quando ero il più potente d’Italia ha detto “io non condivido il Jobs Act, me ne vado”, tanto di cappello».
Aria di elezioni anticipate…
Per quanto riguarda il destino della legislatura, Renzi sottolinea come Meloni sia ormai «in zona retrocessione» e non esclude elezioni anticipate, che per altro sono state evocate e poi smentite da Salvini proprio a Trento. «Le stime di crescita dell’Italia? Siamo i peggiori. Negli anni di Meloni la Spagna di Pedro Sanchez è cresciuta tre volte. Come a dire, Spagna-Italia 3-0. È evidente che più aspettiamo, più sono cotti a puntino.
Ma il problema non è quanto siano cotti loro ma quanto lo è il Paese. E ogni giorno che passa Meloni va verso la zona retrocessione». Il fatto che Salvini sia tentato dal ritorno alle urne è comprensibile: «La Lega perde consenso. C’è una parte che va verso Roberto Vannacci e una parte, paradossalmente, che è talmente delusa che fa rotta verso il centrosinistra. Salvini ha l’esigenza di andare a votare. Credo che sia anche giusto: da quando Meloni ha perso il referendum sulla giustizia non ne azzecca più una…».
«No a inciuci dopo il voto»
Come che sia, che si vada al voto anticipatamente o a scadenza naturale, Renzi si sfila dal partito dei “pareggisti”, ossia di coloro che mirano al risultato incerto per fare una governo di larga coalizione centrista che tagli le ali estreme: «Cosi come dico che non esiste l’ipotesi di un papa straniero a guidare la coalizione di centrosinistra, dico anche che non c’è inciucio che tenga dopo il voto. Il centro deve governare dentro la coalizione.
