Storie Web martedì, Giugno 23

Via libera dal Senato alla riforma della legge sulla caccia con 80 voti favorevoli, 56 contrari e due astenuti. Il testo passerà ora alla Camera. Riviste dopo quasi 35 anni le norme definite con la legge 157 del 1992. Un via libera al quale si è giunti in un clima acceso con, in particolare, le associazioni ambientaliste, da un lato, che a più riprese hanno denunciato il rischio deregulation per l’attività venatoria arrivando a paventare anche la minaccia di cacciatori che potranno effettuare la propria attività imbracciando il fucile in spiaggia tra i bagnanti e, dall’altro, le associazioni venatorie che invece rivendicano la necessità di un aggiornamento di un quadro normativo che ha quasi 35 anni.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Le aziende agricole le più danneggiate dalla fauna selvatica

Sullo sfondo il mondo agricolo italiano che in questi anni ha visto proliferare a dismisura la fauna selvatica che rappresenta ormai una minaccia per l’attività agricola (sempre più frequenti i danni ai raccolti) come per l’incolumità delle persone come dimostrato dalla casistica degli incidenti stradali.

In 35 anni cacciatori passati da 1,5 milioni a 500mila

Altro dato acclarato è che in questi anni di certo non è proliferato il numero dei cacciatori. Al tempo del varo della legge 157/92 i cacciatori in Italia erano 1,4-1,5 milioni mentre oggi sono scesi sotto la soglia di 500mila.

Il “giallo” della lettera di contestazioni da Bruxelles

L’ultima polemica, in ordine di tempo, appena qualche settimana fa quando da parte dei senatori di centrosinistra sono stati resi noti i contenuti di una lettera inviata da un funzionario della Commissione Ue a un dirigente del ministero dell’Ambiente con alcune specifiche contestazioni mosse alla riforma. «Una lettera – hanno commentato i senatori del Pd – che invece il Governo ha deciso di tenere nascosta».

Nel dettaglio i rilievi che sarebbero stati mossi hanno riguardato l’estensione del periodo di caccia nelle aziende agrituristico-venatorie oltre la stagione ordinaria, l’indebolimento del parere Ispra su eventuali proroghe (da vincolante a consultivo) e contro le disposizioni in materia di cattura e allevamento di richiami vivi estendendo l’attuale limite di 40 richiami vivi per cacciatore a 40 richiami vivi da cattura e a un numero potenzialmente illimitato di richiami vivi da allevamento.

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