L’ombra delle crisi geopolitiche si allunga sull’industria dell’ospitalità italiana. A dirlo è Bernabò Bocca, venerdì sera rieletto per acclamazione con standing ovation, al sesto mandato alla guida di Federalberghi. «Oggi il turismo italiano continua a dimostrare una notevole capacità di tenuta e di crescita – ha detto nel corso della 76a assemblea che si è tenuta a Roma con la partecipazione della premier Giorgia Meloni, dei ministri delle Imprese Adolfo Urso, dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e del Turismo Gianmarco Mazzi -. I conflitti in corso, dall’Ucraina al Medio Oriente, fino alle tensioni legate all’Iran, non producono effetti solo sugli equilibri internazionali. Possono incidere anche sui flussi turistici diretti verso il nostro Paese, soprattutto su quelli provenienti dai mercati d’oltreoceano, che più di altri risentono della percezione di instabilità, dell’incertezza nei collegamenti e del clima generale di tensione. Ad oggi non abbiamo grandi cancellazioni per il 2026 – continua il presidente – ma stiamo vedendo un rallentamento soprattutto dal mercato d’Oltreoceano, che è un mercato con grandissima capacità di spesa». Tra le richieste di Bocca ci sono, tra le altre cose, l’equiparazione tra alberghiero ed extra alberghiero con «stesse regole per tutte le strutture ricettive», la lotta alle recensioni fasulle, il caro energia «una forte ipoteca su risultati e prospettive» oltre all’annuncio di volere «rafforzare la promozione, presidiare i mercati strategici e continuare a offrire un’immagine di affidabilità, sicurezza e qualità che sia più forte di qualsiasi scenario di crisi. Ma tutto questo non possiamo farlo da soli». Prima di cedere la parola alla premier Bocca dice: «Abbiamo bisogno che il Governo, che le amministrazioni centrali e locali siano al nostro fianco. Capiscano i nostri problemi e ci aiutino ad affrontarli».

Una volta salita sul palco Giorgia Meloni ha scherzato con il presidente di Federalberghi sulla «tua elezione al cardiopalma, poi mi fai un corso» e rivolta alla platea con oltre 700 imprenditori rappresentanti del sistema Federalberghi ha rimarcato «Sono consapevole che senza di voi l’Italia non potrebbe ottenere i risultati che ha nel turismo. Risultati che non di un singolo ma di una filiera. Ed è questa continuità tra visione politica, iniziativa privata e professionalità diffusa che trasforma il potenziale del turismo tricolore in un’esperienza sempre più competitiva, capace di distinguersi nel panorama internazionale». Sul tema degli affitti brevi «nei mesi scorsi fu avanzata una proposta. Noi stiamo avendo un problema che riguarda la contrazione delle case disponibili per gli affitti delle famiglie e l’aumento dei prezzi che ne deriva per gli affitti delle famiglie in difficoltà. Un problema che pensavamo si potesse affrontare anche con un’iniziativa di questo tipo ma c’è stata una levata di scudi abbastanza generalizzata. Ci siamo trovati un po’ in solitudine a cercare di dare questo tipo di risposta» ha detto la presidente del Consiglio. Sul fronte dell’energia dopo le visite di Stato in Algeria e nei paesi del Golfo per «garantire che questa nazione non avesse contrazioni nell’approvvigionamento delle sue risorse energetiche fondamentali, la stessa cosa che farò in Azerbaijan tra un paio di settimane».

Tra i nodi del settore ci sono quello dell’abusivismo e dei contratti pirata: «I pirati sono coloro che utilizzano contratti di lavoro non regolari, spesso sottoscritti da organizzazioni fantasma, senza nessuna rappresentatività – incalza Bocca – . Non solo producono incertezza e sfruttamento, possono causare ingenti perdite economiche a coloro i quali si trovano a cedere alle loro lusinghe. Una recente ricerca che abbiamo realizzato con l’associazione Adapt ha evidenziato come il rischio connesso a questa possibilità sia di 40mila euro annui di maggiori costi per l’impresa media». Nel braccio di ferro con l’offerta extra alberghiera il presidente lancia una proposta: «Capiamo come in alcune zone del Paese, come i borghi, dove ci sono poche strutture ricettive, gli appartamenti possono essere di grande aiuto, peccato che il 97% degli appartamenti turistici siano nelle grandi città, quindi non stanno aiutando i borghi ma stanno facendo concorrenza sleale a noi – sottolinea -. La nostra proposta potrebbe essere quella di abbassare la tassazione degli appartamenti nei borghi, anzi azzerarla, ma aumentare la tassazione degli affitti brevi che aprono nelle nostre città».

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