Era dalla metà di settembre del 2023 che il prezzo medio della benzina in Italia non superava la soglia psicologica dei due euro al litro. Quasi tre anni dopo, quel valore è stato superato di nuovo: stamattina, come segnalato dal ministero delle Imprese, un litro di benzina costa in media 2,002 euro.
Situazioni diverse
Stessi massimi ma situazioni leggermente diverse. Perché è vero che in quegli anni i rincari erano dovuti alla guerra in Ucraina, che ha spinto il prezzo della benzina nel 2022 a record storici sfiorando i 2,2 euro al litro costringendo il Governo Draghi a una sforbiciata sulle accise, ma l’aumento di fine 2023 è stato legato principalmente ai tagli alla produzione da parte dei Paesi dell’Opec.
Taglio accise anche sulla benzina?
Va ricordato che oggi non c’è un taglio accise sulla benzina. Dal 28 luglio, infatti, è attivo soltanto quello sul gasolio da 17,1 centesimi al litro. Anche in questo caso, la situazione peggiora di giorno in giorno, con il prezzo medio che oggi si avvicina a 2,12 euro al litro. Non è il massimo
Sta di fatto che comunque lo sconto terminerà martedì prossimo. E quindi il Governo sarà ancora una volta chiamato a rispondere al caro-carburanti, che negli ultimi mesi non ha praticamente dato tregua (soltanto nel mese di giugno con le speranze di tregua tra Usa e Iran).
Il tema è sempre legato alle coperture. Perché a fine agosto non si potrà utilizzare l’extragettito Iva di agosto, che verrà contabilizzato a inizio settembre. E così l’Esecutivo dovrà trovare altri fondi, stavolta per far fronte a due questioni: evitare che il diesel arrivi a quasi 2,3 euro al litro e che anche la benzina non raggiunga i record storici del 2022.











