Storie Web martedì, Aprile 14

«Le banche centrali dell’area euro sono unite: il passo decisivo per rafforzare la competitività europea è un vero mercato bancario unico in cui capitale e liquidità possano muoversi oltre i confini e tutti i depositi siano protetti allo stesso modo». Lo dice il vicepresidente Bce Luis de Guindos nel comunicato sul rapporto dell’Eurosistema – Bce e tutte le banche centrali nazionali dell’Eurozona – sulla consultazione della Commissione Ue sulla competitività del settore bancario. «Mercati più integrati e più concorrenza transfrontaliera» aiutano economie di scala e diversificazione, dice la capa della Vigilanza Claudia Buch.

Nel rapporto dell’Eurosistema si chiede quindi un’accelerazione dell’integrazione bancaria europea, indicando nella frammentazione uno dei principali freni alla competitività. Si sottolinea l’importanza che l’area euro funzioni «come una giurisdizione unica» e che capitale e liquidità possano circolare liberamente nei gruppi bancari transfrontalieri. Il documento dedica un intero capitolo agli «ostacoli all’integrazione bancaria transfrontaliera», segnalando esplicitamente che le «barriere prudenziali e non prudenziali all’integrazione transfrontaliera ostacolano l’attività delle banche dell’area euro».

Cosa serve per superare lo stallo

Per superare lo stallo, il direttivo Bce sollecita progressi concreti sull’Edis, il sistema europeo di assicurazione dei depositi (European deposit insurance scheme), terzo pilastro dell’unione bancaria che punta a garantire una protezione uniforme dei depositi in tutta l’area euro. L’istituto centrale chiede «passi concreti verso la finalizzazione» del meccanismo, «con un calendario chiaro», sottolineando che un sistema pienamente operativo «è necessario per proteggere tutti i depositi in modo uguale e rafforzare la stabilità finanziaria».

Tra le proposte anche una semplificazione del quadro macroprudenziale, con la riduzione dei buffer di capitale da cinque a due. I buffer sono cuscinetti aggiuntivi di capitale che le banche devono detenere oltre ai requisiti minimi per assorbire perdite e prevenire crisi. Oggi includono, tra gli altri, il buffer di conservazione del capitale, quello anticiclico e quelli per le banche sistemiche. La proposta dell’Eurosistema prevede di accorparli in due categorie: un buffer “non rilasciabile”, strutturale, sempre attivo, e uno “rilasciabile”, da utilizzare nelle fasi di crisi per sostenere il credito. L’obiettivo, viene sottolineato, è semplificare le regole senza ridurre la resilienza del sistema, mantenendo standard elevati ma rendendo più efficace e coerente il quadro europeo.

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