Storie Web martedì, Aprile 14

Franchetti do Brasil. Questo non perché il cognome è presente nel Paese carioca già dai primi del ‘900 (a causa dell’immigrazione dal Veneto), né perché nel 2025 il 25% del valore della produzione del gruppo è stato generato in Brasile. Ma soprattutto grazie all’accordo siglato a marzo 2026 per l’acquisizione del 55% del gruppo Ecr con sede a San Paolo (Ecr Engenharia Ltda ed Ecr Tecnologia e Engenharia Ltda), attivo nei servizi di ingegneria per infrastrutture stradali, ferroviarie, mobilità urbana, infrastrutture idriche, ponti, viadotti, gallerie, tunnel ed edifici civili complessi. E questo cambia tutto: con questa operazione (il cui perfezionamento è atteso entro il primo semestre 2026) si prevede che il valore della produzione raddoppierà.

I numeri

Intanto già il 2025 è stato molto brillante per Franchetti (che ha consolidato per l’intero esercizio Matildi e Partners Srl, acquisita a fine 2024, e la newco austriaca Strucinspect GmbH rilevata a fine gennaio 2025). I ricavi sono infatti saliti del 32,4% a 7,4 milioni ed il valore della produzione del 45,7% a 13,1 milioni, di cui 9,8 generati in Italia (+40%) e 3,3 in Brasile (+65%), con una variazione delle rimanenze passata da 3,3 a 5 milioni ed altri ricavi operativi passati da 110.300 a 484.000 euro.

L’ebitda, a seguito di costi per servizi balzati dell’86,8% a 6,5 milioni ed oneri diversi di gestione passati da 241.000 a 605.300 euro, è salito solo dell’8,2% a 3,68 milioni e, per effetto di ammortamenti e svalutazioni passati da 1,12 a 1,49 milioni, l’ebit si è attestato a 2,19 milioni (-3,8%). Il saldo negativo della gestione finanziaria è passato da 365.100 a 737.000 euro (al 31/12/2025 l’indebitamento finanziario netto, a seguito delle acquisizioni effettuate, ammontava a 2,1 milioni a fronte di una liquidità netta di 1,1 milioni a fine 2024; il rapporto Debt/Equity è però irrisorio e pari a meno di 0,1 volte).

L’utile netto ha risentito di oneri non ricorrenti e maggiori imposte

Poiché il tax rate è balzato dal 21,1% al 41%, alla fine l’utile netto è diminuito del 43.2% a 855.500 euro. È stata decisa la distribuzione agli azionisti di un dividendo pari a 0,04 euro per azione, in pagamento dall’1/7/2026, corrispondente a un monte dividendi di 257.429 euro (pay-out prudenziale e pari al 30% dell’utile netto consolidato; la capogruppo ha chiuso l’esercizio con un utile netto di 322.400 euro). Va qui sottolineato che nel 2025 Franchetti ha sostenuto oneri non ricorrenti (inclusi negli oneri finanziari) relativi a rettifiche di valore su Strucinspect GmbH, ancora in fase di avvio operativo.

Una volta che l’acquisizione di Ecr sarà perfezionata, Franchetti approverà il nuovo piano industriale, le cui linee guida sono state già però indicate e prevedono, oltre alla crescita organica partendo da un backlog aggregato di 90 milioni (Ecr nel 2025 ha conseguito un valore della produzione di 10,4 milioni, un ebitda di 2,5 milioni e cassa netta per 0,3 milioni), l’ulteriore sviluppo della piattaforma tecnologica e industriale, l’espansione internazionale e un ulteriore sviluppo per linee esterne.

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