Storie Web venerdì, Aprile 17

Siamo alle solite, o meglio, siamo al punto di rottura tra la norma e il mercato. Da Bruxelles arriva un segnale che non possiamo ignorare, firmato da chi l’intelligenza artificiale la costruisce e la vende ogni giorno.Il peso della burocrazia sull’innovazione.

La Business Software Alliance, meglio nota come BSA, un vero peso massimo del settore che rappresenta i principali produttori di software a livello globale, ha appena rilasciato una dichiarazione congiunta sul Digital Omnibus sull’IA, la proposta legislativa presentata dalla Commissione Europea per snellire il carico burocratico che grava sulle imprese, seguendo la scia del rapporto Draghi. Secondo l’industria servono delle ulteriori modifiche, da qui l’avvertimento: se l’accordo finale non metterà la semplificazione al centro, l’Europa rischia di soffocare la propria competitività proprio mentre cerca di promuovere un approccio “AI-first”. I firmatari, che includono giganti come AmCham EU, CCIA Europe e l’ACEA, chiedono un’attuazione chiara e snella dell’AI Act, coerente con il Piano d’Azione per il Continente IA.

Le criticità tecniche: etichette e database.

Il punto più caldo riguarda i tempi della conformità. Sebbene ci sia soddisfazione per l’allineamento sulle scadenze dei sistemi ad alto rischio, le aziende chiedono di spostare alcune sezioni tecniche degli allegati per evitare inutili sovrapposizioni con le leggi di settore già esistenti. Ma la vera battaglia si gioca sui periodi di grazia. L’industria propone di estendere a 12 mesi il periodo per l’etichettatura dell’IA generativa previsto dall’Articolo 50, e chiede con forza che questa flessibilità si applichi anche ai nuovi sistemi immessi sul mercato. Attualmente, il limite fissato al 2 agosto 2026 creerebbe un’incertezza legale paralizzante per tutto ciò che verrà lanciato dopo quella data, rischiando di ritardare il rilascio di nuovi prodotti innovativi in Europa. Un altro passaggio fondamentale è la richiesta di esentare i sistemi non ad alto rischio dalla registrazione nel database dell’UE, un passaggio che snellirebbe i processi senza compromettere l’approccio basato sul rischio dell’AI Act

Sicurezza e valori non negoziabili

Nonostante la spinta per una regolamentazione più agile, il fronte industriale non arretra di un millimetro sulla sicurezza. Il sostegno al divieto di pratiche odiose come la “nudification”, la creazione di immagini intime non consensuali (NCII) e il materiale pedopornografico (CSAM) è totale e incondizionato. La richiesta è che queste proibizioni siano gestite con linee guida coerenti da parte della Commissione, assicurando che la tecnologia resti uno strumento di progresso e non di abuso. In sintesi, la coalizione guidata da BSA e dagli altri firmatari chiede che l’Europa scelga tra essere un museo della regolamentazione o una fucina di innovazione. L’industria è pronta a collaborare, ma chiede che la politica faccia la sua parte garantendo semplicità operativa, perché senza questi aggiustamenti la “semplificazione radicale” promessa rimarrà solo un bel titolo in un comunicato stampa.

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