La telefonata può arrivare dall’estero. Ma il numero sullo schermo è italiano, con un’architettura così congegnata per convincerci a rispondere. Tematica non nuova, purtroppo. E ora, nella battaglia contro le chiamate commerciali irregolari (perché è questo che si nasconde dietro questo meccanismo), Agcom presenta il conto a due società: 700mila euro di sanzione a Retelit Digital Services e 122.500 euro a Tekmind. In tutto, 822.500 euro per non avere attuato le misure di controllo sull’utilizzo delle numerazioni.
I provvedimenti, adottati il 23 settembre, arrivano dopo un’attività di vigilanza avviata nel novembre 2025 sulla base di numerose segnalazioni. Al centro delle contestazioni ci sono gli obblighi dei soggetti assegnatari dei numeri telefonici: verificare la correttezza delle numerazioni utilizzate dai call center, compresa la loro eventuale generazione attraverso lo spoofing, e gestire con diligenza quelle assegnate. È su questo presidio della filiera che interviene l’Autorità.
Lo spoofing è il trucco che altera il numero del chiamante mostrato sul telefono di chi riceve la chiamata. Il display esibisce una numerazione che non corrisponde alla reale provenienza del contatto. Per chi risponde, riconoscere l’inganno dalla sola schermata diventa difficile: un prefisso nazionale o un numero di cellulare italiano possono rendere meno sospetta anche una telefonata partita oltre confine.
Per contrastare questa pratica, Agcom ha imposto agli operatori filtri sulle chiamate internazionali che si presentano con numerazioni italiane. E i risultati, secondo i dati diffusi dall’Autorità, sono consistenti: nei primi otto mesi del 2026 sono state bloccate circa 191 milioni di chiamate provenienti dall’estero con numero italiano contraffatto oppure con numerazione non conforme alle specifiche internazionali. Quasi 790mila al giorno, il 7,2% del traffico internazionale complessivo.
La componente maggiore riguarda i cellulari: 148 milioni di chiamate fermate, pari al 49% di quelle dall’estero con numero mobile italiano. Altre 38 milioni esibivano un numero fisso nazionale; 4,6 milioni utilizzavano numerazioni non conformi agli standard internazionali.











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