Storie Web mercoledì, Novembre 4

Il Neil Gehrels Swift Observatory della NASA ha concluso oggi la sua storica missione di 22 anni con un rientro incontrollato nell’atmosfera terrestre. La Space Force degli Stati Uniti ha confermato che la struttura da 1,5 tonnellate sta per precipitare in queste ore sulla terra. Ma niente paura. La stragrande maggioranza del satellite brucerà a causa dell’estremo attrito atmosferico e gli eventuali frammenti superstiti molto probabilmente finiranno in mare. L’Italia e il resto d’Europa sono rimasti fin da subito fuori da qualsiasi traiettoria di pericolo: l’orbita del satellite è infatti confinata a una stretta fascia equatoriale, compresa tra i 21 gradi di latitudine Nord e Sud. La fine del telescopio, celebre per aver rivoluzionato lo studio dei lampi di raggi gamma, era ormai inevitabile dopo il fallimento di un disperato tentativo di salvataggio avvenuto lo scorso agosto. Una missione robotica privata da 30 milioni di dollari aveva tentato di agganciare lo Swift per spingerlo su un’orbita più alta e sicura; il fallimento delle manovre ha però lasciato lo strumento privo di propellente, condannandolo a un progressivo decadimento orbitale. La NASA intanto ha ufficialmente avviato una corsa contro il tempo per strappare un altro telescopio spaziale a un destino drammatico: Hubble. Con la pubblicazione di una richiesta formale di informazioni (RFI) rivolta all’industria aerospaziale privata, l’agenzia americana ha aperto le porte a una missione commerciale senza precedenti: agganciare il celebre osservatore orbitale e spingerlo verso un’orbita più alta e sicura.

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