Controlli doganali mirati sui container che sbarcano nei porti, da cui passa la quota più consistente della merce falsa, e un presidio più stretto sulle spedizioni dell’e-commerce. E ancora: analisi di laboratorio e «sistemi innovativi di analisi dei dati» per individuare in anticipo i carichi da verificare. È la strategia con cui l’Agenzia delle dogane e dei monopoli contrasta la contraffazione, che nel 2025 ha portato al sequestro di oltre 5 milioni di prodotti falsi. Nei primi sei mesi del 2026 i pezzi bloccati sono stati oltre 730mila.
I dati sono stati presentati nel convegno dedicato alla Rete nazionale antifrode dell’Adm, inserito nella Settimana anticontraffazione promossa dal ministero delle Imprese e del made in Italy.
Differenze tra trasporto via mare ed e-commerce
Il canale principale di ingresso resta il trasporto marittimo commerciale: le spedizioni containerizzate, spiega l’Adm, consentono «la movimentazione di ingenti quantitativi di merce».
Accanto ai porti permane il fenomeno dei prodotti contraffatti al seguito dei passeggeri, nei bagagli personali in arrivo dall’estero, mentre diventano «sempre più rilevanti» gli invii legati al commercio online, con quantitativi limitati ma un numero elevato di pacchi.
I prodotti
In testa alle categorie più colpite ci sono giocattoli, giochi e articoli sportivi. Seguono i tabacchi lavorati, l’abbigliamento e gli accessori, poi alimentari, bevande e cosmetici, settori in cui il falso comporta anche un rischio per chi acquista, perché, ha ricordato il direttore dell’Agenzia Roberto Alesse, «un prodotto falso non rispetta gli standard di sicurezza».











