Il negozio si trova al 2102 di Union Street, a San Francisco, e in vetrina si trova di tutto: dai libri alle stampe, dai giochi da tavolo alle candele, qualche snack e capi di abbigliamento. Fin qui nulla di strano, se non fosse che a gestire il punto vendita è un’intelligenza artificiale.
Si chiama Andon Market ed è il nuovo progetto del team di Andon Labs, lo stesso che qualche mese fa aveva creato, in collaborazione con Anthropic, Claudius un LLM incaricato di gestire un distributore automatico nella redazione del Wall Street Journal. Un esperimento fallito, almeno del punto di vista del profitto: i giornalisti erano riusciti a convincere il bot a dar vita ad una sorta di rivoluzione socialista, regalando snack e addirittura una Playstation 5.
Il nuovo tentativo è ancora più ambizioso: lo spazio commerciale è stato affittato per i prossimi 3 anni, il budget a disposizione è pari a 100mila dollari e Luna, questo il nome dell’AI basata su Claude Sonnet 4.6 incaricata di gestirlo, può farne ciò che vuole. Sua la scelta dell’arredamento, sua quella dei prodotti, sua quella del personale. Sì, il modello ha anche svolto dei colloqui per assumere i due commessi che lavorano nel negozio. E che sono stati assunti formalmente da Andon Market con tutte le garanzie legali e retributive del caso.
Se la scelta degli artigiani incaricati di rinnovare gli spazi è stata tutto sommato semplice, è bastato scrivere una mail e saldare la fattura, i colloqui per assumere chi lavora effettivamente nel punto vendita si sono rivelati il tallone d’Achille di Luna. Ha offerto il lavoro a metà dei candidati al termine di colloqui durati tra i 5 e i 15 minuti, durante i quali era soprattutto l’AI a parlare. E soprattutto non è stata trasparente: non hai mai iniziato spiegando di essere un’intelligenza artificiale, ha rivelato la propria identità solo se messa alle strette. Ad esempio dai candidati che le chiedevano di accendere la videocamera durante le call.
Lo stesso ha fatto con i fornitori, cui ha chiesto ad esempio delle stampe per decorare il negozio, disponibili anche per la vendita, o il catering per l’inaugurazione. Che si è svolta, non senza un pizzico di ironia nerd, lo scorso primo aprile. Si è invece rivelata come intelligenza artificiale nel comunicato stampa inviato ai media locali: del resto, un negozio gestito da una macchina è certamente una notizia.









