Storie Web mercoledì, Giugno 17

Sorgerà in Italia il primo impianto su scala industriale d’Europa per il recupero di terre rare da magneti permanenti provenienti dai Raee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche). La realizzazione del progetto – che prende il nome di LIFE 22ENV-IT-INSPIREE – è stata autorizzata dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica con decreto direttoriale della Direzione generale Economia circolare e bonifiche.

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Secondo il Mase «l’intervento costituisce un tassello fondamentale per rafforzare la filiera nazionale ed europea del riciclo delle materie prime critiche, riducendo la dipendenza da fornitori esterni e contribuendo al raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Europa in materia di sicurezza dell’approvvigionamento, economia circolare e transizione industriale».

Il progetto

L’impianto sorgerà presso lo stabilimento di Ceccano, in provincia di Frosinone, e rappresenta uno dei 47 progetti strategici selezionati dalla Commissione europea nell’ambito del Critical Raw Materials Act, il regolamento Ue che mira ad assicurare ai Paesi membri catene di approvvigionamento sicure e sostenibili per le materie prime critiche, essenziali per la transizione energetica e lo sviluppo di tecnologie avanzate.

Il progetto – che ha l’obiettivo di ridurre la dipendenza dell’Unione dalle importazioni di terre rare e altri minerali strategici da Paesi terzi – è promosso dall’azienda italiana Itelyum in partnership con Eit Raw Materials, consorzio che opera nel settore delle materie prime, Erion, sistema multi-consortile no profit attivo nella gestione di diverse tipologie di rifiuti, Glob Eco, azienda specializzata nella raccolta e nel trattamento di Raee, e l’Università degli Studi dell’Aquila.

Il processo per il recupero delle terre rare (Ree) si articola su due livelli. La prima fase prevede il disassemblaggio dei magneti, la seconda il recupero degli ossalati di Ree tramite idrometallurgia. L’impianto di smontaggio sarà in grado di trattare mille tonnellate all’anno di rotori elettrici, mentre l’impianto idrometallurgico potrà processare duemila tonnellate annue di magneti permanenti provenienti da diverse fonti, come hard disk, motori elettrici di piccola e grande taglia. In totale si stima che verranno recuperate circa 500 tonnellate di ossalati di terre rare all’anno, un volume sufficiente ad alimentare un milione di hard disk e laptop e 10 milioni di magneti permanenti destinati all’automotive elettrico.

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