Il Veneto, invece, ha emanato un protocollo che non introduce dei divieti in automatico, ma prevede l’utilizzo di misure di prevenzione e protezione come la rimodulazione degli orari, pause, idratazione, dispositivi di protezione individuale e sorveglianza sanitaria.
L’anticiclone africano
Secondo un bollettino rilasciato dal ministero della Salute, giovedì 18 giugno cinque città – Bologna, Brescia, Firenze, Perugia e Torino – saranno da bollino arancione, che indica condizioni meteorologiche potenzialmente pericolose per la salute, in particolare per le fasce di popolazione più fragili. Ancona, Bolzano, Frosinone, Latina, Milano, Napoli, Pescara, Rieti, Roma, Venezia, Verona e Viterbo saranno invece da bollino giallo, il livello di pre-allerta.
«Da giovedì l’arrivo dell’anticiclone africano terrà lontane le perturbazioni e farà aumentare sia la temperatura sia il tasso di umidità, soprattutto al Nord» ha annunciato il meteorologo Andrea Giuliacci di Meteo.it, aggiungendo che «si prevedono perciò caldo afoso e temperature superiori a 30 gradi. Farà caldo in tutta Italia, ma il Nord sarà il più colpito, anche considerando lo scarto rispetto alle medie stagionali».
Questa prima ondata di calore, che, secondo Giuliacci, è destinata a durare alcuni giorni non sarebbe però legata al recente arrivo di El Niño, un riscaldamento periodico delle acque superficiali del Pacifico centro-meridionale e orientale che si verifica ogni 2-7 anni: Giovannini ritiene infatti che si tratti di «un fenomeno importante, ma molto lontano in quanto è attivo nella zona tropicale del Pacifico», con conseguenze che, più che in Europa, «si fanno sentire direttamente in Sud America, Nord America e in Indonesia».












