Storie Web sabato, Novembre 7

Il sogno è quello di invertire la rotta e creare un “paese più felice”. Il tutto, contrastando lo spopolamento che negli ultimi 30 anni ha visto andare via oltre mille persone. Marco Corrias, caporedattore del Tg5 e inviato di Terra, oggi in pensione, è l’ideatore di questo progetto che vuole “far rinascere” Fluminimaggiore, il paese minerario che negli ultimi 30 anni, dopo la chiusura delle attività minerarie vicine, ha perso più di mille abitanti, fermandosi a quota 2.500.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Un ritorno a casa iniziato otto anni fa con la candidatura e l’elezione a sindaco al primo mandato, «anche se dobbiamo dirlo, non ho mai lasciato il mio luogo d’origine». «La mia candidatura è stata un modo per dare qualcosa a Fluminimaggiore – dice – e aiutare il centro che ha dovuto fare i conti con la chiusura delle miniere e l’inesorabile spopolamento». Quindi l’inizio di una attività all’insegna della curiosità, «quella del giornalista», e poi le idee «per invertire una rotta e un declino». «Abbiamo giocato la carta della cultura – racconta Marco Corrias che in passato ha lavorato anche per Repubblica ed è stato inviato del settimanale Epoca – e allo stesso tempo cercato di mettere in rete il patrimonio di case vuote che il paese offre». Quindi la nascita della cooperativa di comunità che oggi conta 400 soci e di cui Corrias, ora che non è più sindaco, è diventato presidente.

«La nostra idea era, ed è, quella di acquistare le case vuote che sono in paese, oppure averle a disposizione dai proprietari che magari sono diventati soci – racconta ancora – e creare una residenza per pensionati alto spendenti provenienti dal resto d’Italia o anche dal nord Europa. Il tutto seguendo esempi che nella mia attività professionale avevo già visto altrove».

Il progetto prevede, per chi decide di trasferirsi nel paese, ricco di sorgenti d’acqua e percorsi naturalistici e culturali che spaziano dal tempio di Antas all’archeologia industriale, un servizio tutto compreso. «Dalla sistemazione della casa – chiarisce Corrias – alla consegna dei pasti, oltre che al servizio per chi vuole andare a teatro o si vuole spostare».

In attesa che il progetto cresca, mattone dopo mattone, l’attività della coop va avanti. «Abbiamo iniziato con una politica dei piccoli passi – dice -. Quindi creando una serie di servizi per gli abitanti che vanno dall’assistenza alla cura del verde pubblico». E poi il pullmino per i transfer, e il «palazzo». «Abbiamo acquistato, anche utilizzando le risorse legate al bando del Just transition fund, un piccolo palazzo al centro del paese dove sorgerà l’asilo sociale, luogo in cui le mamme mettono a disposizione il proprio tempo per seguire i bambini – racconta ancora -, poi un centro servizi con spazio studio per gli studenti che dovranno poi aiutare gli anziani a distriscarsi nel mondo della burocrazia digitale». Eppoi spazio per caffetteria ma anche aule per iniziative culturali. «Ci sarà uno spazio per presentazione di libri, proiezione di film, documentari o piccoli concerti – aggiunge ancora -. Teniamo presente che se riusciamo a portare 50 persone è una vittoria e un dato positivo». Eppoi le altre iniziative culturali, come il festival del cinema Andaras dedicato a cortometraggi e cinema itinerante fondato nel 2019 e particolarmente seguito durante tutta la programmazione che dura un mese. Una sfida per Marco Corrias che continua a fare la spola tra Roma dove ha vissuto negli ultimi 30 anni, dopo percorsi tra Cagliari e Milano e la sua casa di Fluminimaggiore. «Abbiamo lanciato la raccolta fondi che serviranno per contribuire a pagare una parte delle spese e interessi dovuti ai prestiti per l’acquisto del palazzo – dice – nel giro di pochi giorni hanno aderito in tanti. L’obiettivo è dare gambe al progetto nella sua interessa. La settimana prossima saremo a Firenze proprio per promuovere il nostro progetto e il paese». L’happy village. Dal resto del mondo a Fluminimaggiore.

Condividere.