I fallimenti aziendali non si fermano. Dopo un inizio anno tranquillo, il terzo trimestre del 2026 segna un aumento del 13,6% delle liquidazioni giudiziali in Italia; in totale sono state 2.158 in tre mesi. Sono 259 procedure in più, di cui 162 nel commercio: il settore concentra quasi due terzi dell’aumento complessivo.
Un trend di crescita che dura da tre anni
Questi nuovi dati – analizzati da Cribis (gruppo Crif) – confermano che il trend di crescita delle procedure, in corso dal 2022, non è finito. L’inchiesta di Raffaella Calandra pubblicata sul Sole 24 Ore aveva raccontato le difficoltà delle imprese e mostrato i dati incoraggianti del primo semestre: il numero di fallimenti era fermo ai livelli del 2025, con una flessione dell’1%; ma dopo tre anni di crescita era troppo presto per parlare di un’inversione di trend.
Ora, infatti, la rilevazione Cribis sul periodo luglio-settembre mostra un grande aumento dei fallimenti rispetto allo stesso periodo degli ultimi tre anni: +13,6% sul 2025, +14,9% sul 2024 e +38,1% sul 2023. Restano tuttavia inferiori del 7,3% rispetto ai livelli del terzo trimestre 2019, prima della pandemia.
«L’aumento conferma che una parte del tessuto imprenditoriale italiano continua ad affrontare difficoltà significative», afferma l’amministratore delegato di Cribis Marco Preti. «In una fase come quella attuale, il caro energia e i rincari dei carburanti fanno aumentare i costi di produzione e di trasporto, alimentano pressioni sui prezzi lungo tutta la catena di approvvigionamento».
Nel commercio +30% di procedure
I negozianti sono i più colpiti: nel commercio il totale è di 695 liquidazioni giudiziali in tre mesi, contro le 533 di un anno prima: un incremento del 30,4%, più che doppio rispetto alla media generale. Quasi una procedura su tre riguarda questo comparto. Seguono poi i servizi, con 485 casi e un aumento del 4,3%, l’edilizia con 432, in crescita del 7,7%, e l’industria con 338, il 4,6% in più.
La geografia dei dissesti conferma in testa Lombardia e Lazio: la prima registra 419 procedure, il 19,4% del totale italiano, con una crescita del 4,8% rispetto al terzo trimestre 2025; il Lazio ne conta 293, il 21,6% in più. Al terzo posto sale infine il Piemonte: 183 liquidazioni, con un incremento del 22%.










