Storie Web mercoledì, Novembre 4

Dopo un inizio autunno in sordina, più simile a una coda d’estate che a un’anteprima dell’inverno, le previsioni meteo annunciano una svolta. “L’arrivo di una fase più fredda dalla prossima settimana, con temperature anche sotto le medie stagionali, rappresenta un importante richiamo alla  prevenzione” contro i virus che in questo periodo dell’anno rialzano la testa, è il richiamo del virologo Fabrizio Pregliasco. “Il primo  freddo – ricorda – è un terreno fertile per i virus respiratori” come  influenza, Covid e altri patogeni che popolano il cocktail microbico  della stagione autunno-inverno. 

“Vaccinarsi ora è una scelta di prevenzione”

“Vaccinarsi ora è una scelta di prevenzione”, esorta l’esperto che invita a fare attenzione “soprattutto ad anziani e fragili”.        “Il freddo non causa direttamente le malattie, ma può favorire la  circolazione dei virus”, chiarisce il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’università  Statale di Milano, past president Anpas e vicepresidente di Samaritan International. “Non è il freddo da solo a farci ammalare – spiega – ma le condizioni che accompagnano l’abbassamento delle temperature possono facilitare la diffusione delle infezioni respiratorie. Con il  freddo trascorriamo più tempo in ambienti chiusi, spesso affollati e  scarsamente ventilati. Inoltre, l’aria fredda e secca può ridurre  l’efficienza di alcuni meccanismi di difesa delle vie respiratorie,  rendendo più favorevoli le condizioni per le infezioni”. 

“Non dobbiamo temere il termometro, ma il rischio di sottovalutare i virus. Il freddo non crea l’influenza, ma può aiutarla a circolare. E quando  aumentano le occasioni di contagio, sono soprattutto le persone più  fragili a pagarne le conseguenze. Il cambiamento meteorologico – sottolinea Pregliasco – arriva in un  periodo in cui è particolarmente importante rafforzare la protezione contro influenza e Covid-19, senza dimenticare gli altri virus  respiratori, come il virus sinciziale. Questo è il momento di  vaccinarsi, non di aspettare i primi sintomi o l’arrivo del picco epidemico. La vaccinazione non elimina ogni possibilità di infezione,  ma riduce il rischio delle forme più gravi, delle complicanze e dei ricoveri, soprattutto nelle categorie vulnerabili”, precisa il  virologo. 

La prevenzione

“La prevenzione – aggiunge – passa anche attraverso  comportamenti semplici: arieggiare regolarmente gli ambienti, lavarsi  frequentemente le mani, evitare contatti ravvicinati quando si hanno  sintomi respiratori e utilizzare la mascherina nelle situazioni a  rischio, in particolare a contatto con persone fragili. Ogni inverno rincorriamo l’emergenza quando gli ospedali cominciano a riempirsi.  Dobbiamo invece anticiparla”, avverte il medico. “La prevenzione costa meno dell’emergenza, protegge le persone e contribuisce a preservare  la capacità di risposta del Servizio sanitario nazionale. Il primo  freddo deve quindi diventare un’occasione per agire in anticipo, non  un motivo di allarmismo: la stagione dei virus respiratori si affronta con vaccinazioni, informazione corretta e responsabilità collettiva”,  chiosa Pregliasco.

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