Storie Web giovedì, Ottobre 22

Una forza che vale 156 miliardi di ricavi, 34,3 di valore aggiunto e quasi mezzo milione di addetti. Sono alcuni numeri dei Consorzi industriali italiani che hanno una produttività del lavoro superiore del 31% rispetto alla media nazionale con la propensione all’export che raggiunge il 15,8% e investimenti focalizzati su digitalizzazione, innovazione dei processi produttivi e transizione energetica.

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Il quadro

È, in pillole, il quadro che emerge dal rapporto Le imprese nei Consorzi di Sviluppo Industriale: evoluzione, competitività, investimenti strategici, realizzato dal Centro Studi Tagliacarne e presentato dalla Ficei, Federazione Italiana Consorzi ed Enti di Industrializzazione, durante il convegno I consorzi industriali in Italia. Un motore di sviluppo per il Paese.

Punto di partenza, una stima di circa 20,7 mila unità locali consortili distribuite in tutto il Paese, pari allo 0,4% del totale extragricolo. «In tale sistema produttivo», si legge nel rapporto, «si stima la presenza di oltre 466 mila addetti (2,5% del totale) per una produzione di 34 miliardi di euro di valore aggiunto (3,2%) e 156 miliardi di euro di ricavi (3,7%)».

La crescita

Con oltre 10,8 mila unità locali nel 2023, i Consorzi industriali della Ficei, negli anni, hanno assunto sempre maggiore rilevanza e rappresentatività registrando, inoltre, una crescita costante. In questo scenario emergono Abruzzo, Puglia e Sardegna come regioni con il maggior numero di unità locali consortili, in linea con un grado di sviluppo economico. «Le aree industriali del Molise, per le sue ridotte dimensioni, e della Basilicata, per lo spopolamento produttivo che la caratterizza hanno, insieme alle Marche, il minor numero di unità locali», prosegue ancora il rapporto. «Basilicata, Molise e Friuli-Venezia Giulia sono però le regioni con la più alta incidenza di unità locali industriali insediate nei Consorzi. Di converso, Veneto e Marche hanno le più alte percentuali di unità locali dei servizi».

Rilevanza superiore alla media

Nell’insieme, gli addetti industriali dei Consorzi «hanno una rilevanza relativa superiore alla media italiana: 53,4% a fronte del 31,1%». C’è poi il capitolo produttività del lavoro misurata attraverso il valore aggiunto per addetto.

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