Storie Web giovedì, Ottobre 8

Insomma, quel Paese, coi suoi alleati spaziali, sembra dire: se devo andare in un posto mi serve una carta ben fatta, capire che tempo farà, e avere un buon orologio, visto che sulla Luna il tempo scorre diversamente che sulla Terra per l’effetto della Relatività. La Cina ha presentato una carta geologica globale della Luna, lunga 2,8 metri e alta 1,2, alla scala di 1:5 milioni. Realizzata in quattro anni da istituti dell’Accademia cinese delle scienze geologiche, dell’Accademia delle scienze e università, censisce 13.519 crateri, 81 grandi bacini, 14 categorie di strutture e 17 tipi di rocce, con riquadri dedicati ai poli.

Non è una semplice sintesi dell’atlante già pubblicato nel 2024: combina immagini e dati di telerilevamento delle sonde Chang’e con misure in situ e analisi dei campioni riportati dalla faccia visibile e da quella nascosta della Luna da Chang’e-5 e Chang’e-6. Uniformare dati ottenuti da strumenti con differenti risoluzioni e firme spettrali ha richiesto algoritmi specifici e verifiche manuali. La mappa aggiorna inoltre la cronologia lunare: i campioni di basalto mostrano che il vulcanismo è proseguito fino a circa due miliardi di anni fa. I colori hanno valore scientifico: chiari per i terreni giovani, rosso porpora per i più antichi, blu per i basalti dei mari. Simboli e legenda costituiscono un nuovo standard cinese di cartografia planetaria.

Il monitoraggio dell’orbita

Pechino ha poi avviato il programma C3, una costellazione di 30 CubeSat, ciascuno sotto i 30 chili, che entro il 2030 dovrebbero monitorare lo spazio cislunare, dalla bassa orbita terrestre fino a due milioni di chilometri. I minisatelliti seguiranno il meteo spaziale e i lampi gamma, localizzandoli con precisione inferiore al secondo d’arco. Il progetto, aperto alla cooperazione internazionale, punta a sostituire le osservazioni sporadiche con un controllo continuo, utile alla ricerca e soprattutto alla sicurezza delle future missioni umane.

Che ore sono sulla Luna?

C’è infine il problema del tempo. Sulla Luna gli orologi atomici corrono circa 56 microsecondi al giorno più veloci che sulla Terra, per la diversa gravità. Poco, d’accordo, ma per un sistema di posizionamento uno scarto di un solo microsecondo può tradursi in errori di posizionamento di centinaia di metri: un rischio per lander, rover, astronauti e reti di navigazione. Nasa sta preparando un Coordinated Lunar Time per LunaNet; la Cina, che dispone del satellite relay Queqiao attorno al lato oscuro del nostro satellite, progetta una propria rete di navigazione.

La sfida fra Washington e Pechino non riguarda dunque solo chi tornerà per primo sulla Luna, ma chi fisserà gli standard per comunicare, orientarsi e operare in sicurezza nel nuovo spazio cislunare. Chi vincerà avrà un ovvio vantaggio operativo e soprattutto industriale.

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