Una rete di circa 3mila chilometri e 2,6 milioni di veicoli che la percorrono ogni giorno (sui circa 5 milioni in circolazione in tutto il territorio nazionale): numeri che in qualche modo parlano da soli e che, combinati con i 1.200 chilometri di ponti (un valore quattro volte superiore alla media Ue) e i 500 chilometri di gallerie dell’intera infrastruttura stradale a pedaggio italiana, fanno chiaramente capire come questi asset siano vitali per il funzionamento del nostro Paese. Gruppo Autostrade per l’Italia (Aspi) si fa carico di parte di questa complessa infrastruttura e per gestirla ha messo in campo un vasto campionario di soluzioni digitali e strumenti di intelligenza artificiale. L’ultimo tassello dell’ecosistema della società guidata dall’A.d. Arrigo Giana si chiama Tcc, acronimo di Traveling Control Center. Si tratta di una flotta di 18 veicoli, attrezzati con telecamere, sistemi di calcolo basati su reti neurali e modelli di computer vision sviluppati internamente che acquisiscono ed elaborano immagini in tempo reale, sfruttando i principi dell’Edge computing in chiave mobile (una parte dell’analisi dei dati viene effettuata direttamente a bordo e non demandata a sistemi remoti) e trasformando la presenza su strada in continue occasioni di osservazione.
Sotto la lente 14 milioni di immagini
Nell’arco della sperimentazione, coincisa con i primi sei mesi del 2026, questi veicoli hanno percorso oltre 14mila chilometri e analizzato 14 milioni di immagini, con circa 2.700 segnalazioni inviate in automatico alle Control Room territoriali, dove gli operatori le verificano e programmano gli interventi del caso. I modelli esaminano diversi aspetti “visibili” della rete come i giunti di ponti e viadotti, la segnaletica dei cantieri, le luci in galleria o la vegetazione a bordo strada, mentre la combinazione di telecamere e algoritmi permette di rilevare le modalità d’uso dei dispositivi di protezione in dotazione agli operatori (i cui volti vengono anonimizzati nel rispetto della privacy) presenti nei cantieri, a loro volta monitorati da un carrello mobile dotato di tecnologie IoT che rileva eventuali intrusioni di mezzi non autorizzati.
Il nuovo servizio, come spiega al Sole 24 Ore il direttore IT and Digital Transformation di Autostrade per l’Italia, Danilo Gismondi, «è un tassello di una trasformazione molto più ampia che Aspi sta portando avanti per rendere la rete ancora più sicura e affidabile. Il valore del Tcc è poter individuare con maggiore tempestività situazioni che richiedono una verifica e accorciare i tempi di decisione aumentando la capacità di governare la rete in modo predittivo».
Oltre 35mila sensori
L’apporto di informazioni che i “data center mobili” di Ttc assicurano alle Control Room aumenta quindi in modo sostanziale la capacità di monitoraggio (di viabilità e impianti) di una struttura in grado di gestire e processare oltre 3,5 miliardi di dati su base annuale. A questo patrimonio informativo contribuiscono elementi come le 5mila telecamere attive sulla rete (di cui circa 3mila in galleria) o la batteria di 35mila sensori per la raccolta di informazioni relative a traffico, infrastrutture e condizioni climatiche (oltre 400 le centraline meteorologiche in esercizio H24).
Tutti i dati raccolti vengono “macinati” dai tool di machine learning per interpretare ciò che accade sulle strade, stimando tempi di percorrenza, flussi e possibili code e supportando la pianificazione delle opere. Finalità simili ha anche il Programma Falco, che prevede l’impiego dei droni nei tratti privi di telecamere per trasmettere immagini in tempo reale al Centro Radio Informativo in caso di transiti eccezionali, incidenti o altri eventi.











